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27/06/2026 00:06

SRR ATO 7, tre dipendenti sospesi per le presunte anticipazioni di stipendio per 150 mila euro. Chi ha autorizzato e chi non si è accorto di nulla?

Una storia incredibile durata interi anni.

di Gabriele Giannone

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Ragusa – Per anni si sarebbero anticipati lo stipendio, facendo confluire sui propri conti correnti somme che, secondo le contestazioni mosse dalla SRR ATO 7 Ragusa, non erano autorizzate. Un sistema che avrebbe movimentato complessivamente circa 150 mila euro e che oggi è costato la sospensione dal servizio a tre dipendenti della società che gestisce il ciclo dei rifiuti nell’intera provincia.
La vicenda è ormai destinata ad andare ben oltre le responsabilità dei singoli dipendenti. Perché se le contestazioni dovessero trovare conferma, la domanda diventa inevitabile: com’è possibile che un meccanismo del genere sia andato avanti per anni senza che nessuno lo fermasse?
Ed è proprio qui che l’inchiesta cambia prospettiva. Non  riguarda soltanto chi avrebbe percepito le somme, ma anche chi aveva il compito di autorizzare i pagamenti, verificare le buste paga e controllare la regolarità della gestione amministrativa della società. Per anni il sistema è andato avanti cosi. Poi, una soffiata ha lanciato l’allerta.
Fino al 26 marzo 2026 la presidenza della SRR ATO 7 era affidata al sindaco di Ragusa, Peppe Cassì. Dal 27 marzo 2026 la guida della società è passata alla sindaca di Modica, Maria Monisteri. Il Consiglio di amministrazione è inoltre composto dal vicepresidente Bartolo Giaquinta, sindaco di Giarratana, dal sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì, dal vicesindaco di Vittoria Giuseppe Fiorellini, delegato dal sindaco Francesco Aiello, e dal sindaco di Santa Croce Camerina Giuseppe Dimartino.
Uno dei punti più delicati riguarda della vicenda proprio la procedura di autorizzazione degli stipendi. Sarà necessario ricostruire chi, negli anni interessati dalle contestazioni, fosse materialmente abilitato ad autorizzare i bonifici e quali controlli venissero effettuati prima dell’esecuzione dei pagamenti. Se davvero le presunte anticipazioni sono state erogate per un periodo così lungo, sarà inevitabile verificare se il sistema dei controlli abbia funzionato o se, al contrario, abbia mostrato gravi falle.
Gli accertamenti potrebbero coinvolgere non soltanto le attuali figure di vertice, ma anche quelle che hanno amministrato la società negli anni in cui sarebbero maturati i fatti contestati.
Sotto la lente potrebbero finire anche il dirigente Fabio Ferreri, il Consiglio di amministrazione, il revisore legale dei conti, il collegio sindacale, ciascuno chiamato, secondo le proprie competenze, a garantire la correttezza della gestione amministrativa e contabile della partecipata.
Restano ancora da chiarire numerosi aspetti: l’esatto ammontare delle somme contestate, il loro eventuale recupero, le verifiche effettuate nel tempo sulle buste paga, l’esistenza di rilievi da parte degli organi di controllo e l’eventuale trasmissione di segnalazioni alle autorità competenti.
La sospensione dei tre dipendenti rappresenta soltanto il primo capitolo di una vicenda che potrebbe avere riflessi ben più ampi. L’inchiesta dovrà stabilire anche chi era chiamato a controllare e perché quei controlli non hanno impedito che tutto questo accadesse.