La chiave di volta della serata è nel sax di Di Battista
di Stefania Pilato


Modica – “Sophisticated lady” – questo è il titolo del progetto presentato, citando Duke Ellington – o mattatrice ironica? Accompagnata dal marito Stefano Di Battista al sax tenore e al sax alto, Francesco Puglisi al contrabbasso, Roberto Tarenzi al pianoforte e Amedeo Ariano alla batteria, Nicky Nicolai, sul palco del Teatro Garibaldi per il concerto di chiusura della sezione Musica della Stagione 10/11 della Fondazione Teatro Garibaldi, mostra entrambe le anime.
Che il quintetto sia di alto livello non è in discussione, eppure il concerto prende quota lentamente. Forse perché il pubblico si aspettava un Di Battista più protagonista.
Invece, per i primi brani, la scena è tutta di Nicky che canta in modo impeccabile, ma appare un po’ distante. Però, appunto, è solo apparenza.
La chiave di volta della serata è nel sax di Di Battista che, dopo un lungo assolo, duetta con il contrabbasso di Puglisi, scioglie gli ormeggi della band e innesca il circolo emotivo che scalda l’atmosfera: il pubblico risponde con più calore e dal palco arriva più energia.
Nicky è autoironica, scherza con il marito e canta. Canta con quel suo miscelare jazz e pop, giocando con la voce e con il pubblico.
La scaletta si snoda attraverso brani originali estratti dai suoi lavori discografici e standard come “E la chiamano estate”.
E arriva l’omaggio a due grandi cantanti: Joni Mitchell con “River” e Mina con “E se domani”. Il concerto si chiude con “Che mistero è l’amore” e il bis è inevitabile.
A tornare sul palco è il solo Di Battista che invita il pubblico a fischiettare “Mack the knife”. Poi di nuovo tutti in scena per i saluti finali tra gli applausi più che meritati.
Foto Angelo Magro
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