di Redazione
Carmelo di Mazzarelli ha detto la frase più bella sulla Camperia: “ci si andava nel passato per vedere se c’era qualche lavoro, perchè lì era la camperia, dove ti davano a campare”.
Sarebbero bastate queste parole per avviare una conservazione dell’immobile di Marina basata su valori etno antropologici, ma il nostro sindaco non ha il culto della parola. Ne ha talmente poche di parole che ha preferito la ruspa al confronto; il blitz all’alba rispetto ad una conferenza di servizio con la Soprintendenza; una conferenza stampa con due avvocati d’ufficio, Leontini e Mauro, che parlavano in sua vece. Il sindaco non parla, fa.
Attualmente lavora per noi dal luogo di vacanza prescelto per l’occasione natalizia avendo ben chiara la tesi del complotto, che non guasta mai. La colpa è della Soprintendenza che se la fa con l’Mpa di Lombardo. Poche parole oscure, misteriose, cariche di scenari cupi e incomprensibili.
E’ questa la versione ufficiale di risposta alla Sovrintendente Vera Greco da parte dei deputati di Forza Italia dopo che la Sovrintendente aveva spiegato con parole fluide e piene, senza sottintesi, che il suo operato era il frutto di una “corretta, doverosa e onesta applicazione della legge”.
Un messaggio chiaro, inequivocabile, rivoluzionario nel pantano morale della politica ragusana. Nello Dipasquale ha voluto fossero Leontini e Mauro, uomini più colti di lui, a controbattere ed il risultato infatti si è raggiunto: le parole caotiche creano il caos e nel caos campano i più furbi.
La teoria del complotto ha un principio di partenza: Vera Greco che è legata a Raffaele Lombardo tanto da essere stata nominata dall’assessore Leanza agisce in nome e per conto dell’Mpa. Da qui una serie di deduzioni a catena, le più disparate, le più idiote, le più insensate e comunque tutte tese a ricordare che essendoci un legame tra la nominata e un partito non esiste limpidezza nell’operato della Sovrintendenza.
Forza Italia sostiene, infatti, che gli uomini dell’Mpa attraverso la Sovrintendenza vogliano ricordare agli alleati che loro ci sono pur essendo fuori dal governo della città e che hanno i mezzi per bloccare la brillante azione di Nello Dipasquale. L’esempio lampante è quello, dice Forza Italia, del no dato all’impianto eolico della Ses. Altra teoria: la Sovrintendente è influenzata da Lombardo e da Granata che vogliono imporre al territorio sud orientale della Sicilia una loro impronta che si sostanzia in un ambientalismo a discapito della vocazione imprenditoriale della provincia di Ragusa. E’ evidente viste le armi e le finalità dell’ipotetico complotto ordito dal Movimento per l’Autonomia e dalla Sovrintendente che la teoria messa in piedi da Forza Italia non regge, non è nè credibile, nè affascinante.
Che razza di complotto sarebbe fermare l’insediamento del parco eolico della Ses? Quali lobbies verrebbero protette dalla Soprintendenza? Gli agricoltori che non vedono l’ora di ottenere qualche soldo dalla concessione dei terreni? La lobby degli ambientalisti inesistente in provincia tanto che per ostacolare la variante del Prg voluta da Dipasquale per 2 milioni di metri quadrati si è trovato un singolo soggetto disposto a ricorrere al Tar? Passiamo agli interessi occulti per salvaguardare la Camperia. Scartando il signor Carnemolla e alcuni cittadini encomiabili che hanno raccolto le firme non ci viene in mente nessuno.
Certo ci sarebbero i comunisti che si infilano in tutti i complotti, ma qui l’accusa è altra: è l’Mpa che trama e trama talmente tanto che si è offerto da fare da mediatore tra Sovrintendenza e Sindaco. Vediamo allora chi è il primo tessitore e regista della trama: Mimì Arezzo amante di storia patria, storielle e aneddotica su Ragusa, consulente di Nello Dipasquale. Un uomo dalle infinite risorse. Sembrava un provincialissimo appassionato di cultura strapaesana ed invece è il suggeritore della Soprintendente per fregare il sindaco. Qualcosa non quadra perchè altrimenti la prima cosa che Nello Dipasquale doveva fare era estromettere Mimì Arezzo dal suo entourage ed invece si scopre (perchè la città è veramente quel borgo oggetto di culto da parte dell’Arezzo) che è stato il sindaco qualche giorno addietro a chiedere al suo consulente di farsi mediatore con la Soprintendente.
E il complotto a questo punto si dissolve e lascia il posto alla realtà: una Sovrintendente nominata da Leanza che dirige un ufficio importante e che può dire la sua su alcune scelte della pubblica amministrazione. Una dirigente di una istituzione che non si è piegata al potere locale e che dà fastidio perchè incrina, attraverso il dubbio dei suoi no basati non su l’umore ma sulla interpretazione della legge, l’immagine di Nello Dipasquale.
C’è però un’altra considerazione ed un dettaglio da valutare. Innocenzo Leontini nella intervista trasmessa da Tele Nova dice che lui non accetta istituzioni eterodirette dalla politica. Ci troviamo di fronte ad un caso di loquacità non controllata. Parole ad effetto emesse per incantare il pubblico. Ma stiamo scherzando, caro onorevole? Lei, il padrone indiscusso della sanità iblea che fa nominare direttori, manager, primari di tutte le specialità e di tutti i reparti, riconosciuto e rispettato come l’unico referente del mondo ospedaliero, dubita sulla onestà della Signora Vera Greco perchè nominata da un assessore del Movimento per l’autonomia? Se il motivo del suo no alla Greco è la primogenitura assessoriale si batta per cambiare le regole in vigore in Sicilia e si astenga dal praticare quel tipo di politica intrisa di rapporti amicali che sfociano in fior di incarichi che la vede protagonista nel territorio.
Se, invece, il suo no alla Greco è dettato da altri dubbi di connivenze, di complicità, di tutela di interessi diversi dalla salvaguardia dei beni culturali, ambientali e della tradizione si rivolga alla magistratura. Se poi Leontini e Mauro hanno acquisito negli ultimi tempi una ipersensibilità ad ogni tipo di contatto estraneo agli ambiti delle singole istituzioni pubbliche tanto da ergersi a paladini di una politica tersa, dovrebbero prendere le distanze dal sindaco Nello Dipasquale che appunto sulla questione della Ses esagera.
Il ricorso ad adiuvandum da parte dell’amministrazione Dipasquale a fianco della Ses contro la Soprintendenza è passato come normale prassi; ma quando si scopre che un sindaco invita a nome dell’amministrazione il 7 dicembre 500 dipendenti comunali a cena e il banchetto è offerto dalla Ses (e il primo cittadino però non lo dice) che deve pagare la fattura di 10 mila euro, i parametri della buona condotta delle istituzioni devono essere rivisitati un po’per tutti. Se è complotto la tutela ambientale e la conservazione di un immobile, un pranzo offerto per nome e per conto di un sindaco pagato da una ditta nell’occhio del ciclone cos’è? Uno sponsor? Una stretta amicizia? O come direbbero i deputati di Forza Italia un disfacimento ed una alterazione dei normali rapporti che le istituzioni devono saper conservare soprattutto quando ci sono le battaglie legali e gli “scontri” istituzionali?
Ed ora le parole di una poesia del 1200 di Stefano da Messina in ricordo di quel “camperia” di Carmelo di Mazzarelli: “Chè viver nè morir non mi vale, com’omo che ‘n mare vedesi perire, e camperia, potesse in terra gire”. Ultimo dettaglio. Il Prg in via di adozione prevede un vincolo per la Camperia, come per la Torre. Previsto solo il rifacimento delle parti ammalorate. Assai mi placeria questa Camperia.
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