di Redazione
Minorenne, quasi vicino alla patente B, spericolato, in equilibrio su una ruota, ininterrottamente sui tornanti che da Scicli portano a Sampieri, per quattro lunghi, interminabili chilometri.
La polizia municipale di Scicli ha rintracciato le prodezze del giovane centauro su Youtube, il sito internet in cui i giovani, e non solo, caricano i video delle proprie esibizioni, e hanno iniziato una silenziosa attività di indagine per identificare il ragazzo.
Il filmato era stato ripreso da alcuni amici complici, che lo avevano affiancato in moto, con telecamera a spalla, per immortalare la prodezza: quattro chilometri impennato su una ruota a bordo dello scooter, lungo un tracciato fatto di tornanti, e di auto che provenivano in senso contrario.
La legge italiana, purtroppo, non permette di perseguire penalmente il reato di guida pericolosa sol perché questa è stata filmata e pubblicata su un sito internet.
Ciò nondimeno, gli agenti al comando di Franco Nifosì, dopo un lungo periodo di indagine, sono risaliti all’identità del minore, e al gruppo di amici che hanno il mito dell’impennata su una ruota con lo scooter.
Della questione sono stati investiti i genitori, che erano ignari della pubblicazione del filmato, e del grande successo (e qui sta la cosa preoccupante) che aveva riscosso su internet.
Il video era stato rimosso, ora è riapparso, e ha il tono mitico ed epico che si conviene a un gesto eroico.
Quella della speriocolatezza degli scooteristi a Scicli è una vera piaga sociale. Dopo le nove di sera, quando cessano i servizi della polizia municipale, alcune strade del centro storico sono invase da scooteristi, con moto maggiorate e smarmittate, che imperversano all’impazzata, a volte contromano.
La moto è diventata l’occasione di sfogo di personalità insoddisfatte e represse, e i centauri sono pericoli pubblici. Diversi di loro viaggiano senza targa, con targa e numero di telaio abraso, in condizioni di totale illegalità. Spesso la polizia municipale è costretta a rinunciare agli inseguimenti proprio per evitare rischi all’incolumità di questi incoscienti, che non paghi, pubblicano su internet le loro gesta eroiche.
E i genitori non si rendono conto del pericolo che i loro figli rappresentano nella circolazione pubblica. Salvo essere raggiunti poi da inattesi dispiaceri.
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