di Saro Cannizzaro
Modica – L’inchiesta per la morte del piccolo modicano Giuseppe Brafa, sbranato dai cani il 15 marzo scorso a Punta Pisciotto, arriva ad una svolta.
Sono stati notificati i 19 avvisi di garanzia alle persone iscritte nel registro degli indagati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Modica, Maria Letizia Mocciaro. Ieri mattina i carabinieri della Compagnia di Modica si sono presentati nelle abitazioni delle persone interessate per la notifica dell’atto, qualcuno è stato consegnato direttamente al Comune di Scicli.
In primis al sindaco, Giovanni Venticinque, che non si è sottratto all’avviso nonostante si fosse prodigato, secondo quanto è stato all’epoca riferito, per sottrarre dall’aggressione dei randagi la turista tedesca ferita gravemente e sfigurata dai denti dei cani due giorni dopo la tragedia di Giuseppe.
L’ipotesi di reato per il capo dell’amministrazione comunale è quella di lesioni. Venticinque ha sempre sostenuto che il Comune ha fatto il possibile per scongiurare il pericolo costituito dai cani randagi nell’area di Pisciotto, nell’ambito delle ristrette disponibilità economiche e degli scarsi mezzi a disposizione per arginare il fenomeno del randagismo.
Gli altri 10 indagati nel primo dei due tronconi in cui in questi giorni è stata condotta l’indagine, sono vigili urbani, geometri, assistenti sociali e medici veterinari dell’Ausl 7 di Ragusa, tutti riconducibili a reati, ognuno per le proprie competenze, che vanno dalle lesioni all’omicidio colposo per la vicenda di Giuseppe Brafa, quindi ci sono le omissioni d’atti d’ufficio, ritardi nella redazione degli stessi, violazioni varie dal punto di vista burocratico e favoreggiamento.
Tra gli indagati spicca anche il nome di Franco Nifosì, comandante della polizia municipale di Scicli, ed il comandante della stazione dei carabinieri di Sampieri Giuseppe Agosta, quest’ ultimo in riferimento alle presunte omissioni registrate già nell’ agosto 2008, quando i cani aggredirono in maniera lieve una villeggiante. Quest’ultima sporse regolare denuncia ma, stando alle indagini, pare non vennero poste in essere tutte le condizioni per scongiurare il ripetersi di nuove aggressioni.
E difatti, sette mesi dopo, accadde l’irreparabile.
Risultano iscritti nel registro degli indagati anche l’ingegnere del comune di Scicli Salvatore Calvo, il geometra comunale Giuseppe Pisana, l’operaio Carmelo Burletti e l’ assistente sociale Patrizia Di Stefano, quest’ultima per le relazioni a suo tempo stilate per far luce sulla situazione in cui versava Virgilio Giglio, il custode dei cani anch’egli tra gli indagati e a suo tempo arrestato per la morte del piccolo Giuseppe.
Completano l’elenco i medici veterinari dell’Ausl 7 Roberto Turlà, Antonino Avola e Saverio Agosta. Questi ultimi tre indagati rispondono del famoso sopralluogo eseguito ad agosto nel casolare di Giglio, ancora sotto sequestro giudiziario, dopo la denuncia sporta dalla villeggiante azzannata dai randagi ad una gamba.
Il prossimo 29 luglio il pubblico ministero affiderà un incarico peritale al professore Michele Panzera, Ordinario di Etologia Veterinaria e Benessere degli animali dell’Università di Messina, per stabilire se la tragedia poteva essere evitata.
L’ inchiesta, come si diceva, in questi giorni è stata suddivisa in due tronconi. Nel secondo sono indagate 8 persone per reati di natura ambientale anche se tali persone risultano coinvolte in via del tutto marginale.
Saro Cannizzaro
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