Cronaca
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19/07/2026 22:42

Tartaruga tra le sdraio a Marzamemi

Voleva deporre le uova.

di Redazione

Marzamemi – Una tartaruga marina è arrivata tra le sdraio di Marzamemi, in Sicilia, probabilmente nel tentativo di raggiungere un punto adatto alla deposizione delle uova. La scena, insolita per i bagnanti ma allarmante per chi monitora le coste italiane, si è conclusa con l’intervento del Wwf: l’esemplare è stato assistito, poi come mostra il video è stato riportato verso il mare e lasciato libero. La stagione di nidificazioni è molto intensa sull’isola, e i volontari stanno seguendo decine di nidi di Caretta caretta.

La tartaruga tra le sdraio a Marzamemi
Secondo quanto raccontato da Wwf Italia, la tartaruga è stata individuata nel siracusano, in una zona frequentata dai bagnanti. L’animale era emerso sulla spiaggia e si era spinto tra le sdraio, una situazione delicata perché le tartarughe marine possono essere facilmente disturbate da rumori, luci, ostacoli o dalla presenza ravvicinata delle persone.

L’intervento dei volontari ha permesso di gestire la situazione senza trasformarla in un pericolo né per l’animale né per chi si trovava in spiaggia. In casi come questo, la regola è non avvicinarsi, non toccare la tartaruga e non tentare di spostarla autonomamente. Serve invece allertare chi è formato per intervenire, perché anche un gesto fatto in buona fede può compromettere la deposizione o stressare l’esemplare. Le tartarughe marine scelgono spesso tratti di spiaggia anche molto frequentati per nidificare ed è importante capire perché salvare le tartarughe marine è una missione che riguarda tutti.

In Sicilia già 80 nidi sono stati messi in sicurezza
A oggi, secondo il Wwf, sono 80 i nidi di tartaruga marina messi in sicurezza e seguiti dalla rete dei volontari sull’isola. Un numero che conferma l’importanza delle spiagge siciliane per la nidificazione della Caretta caretta, specie simbolo del Mar Mediterraneo e ancora esposta a molte minacce.

La messa in sicurezza di un nido significa delimitare l’area con paletti e cartelli ma anche monitorare la zona, ridurre il rischio di calpestio, proteggere le uova da eventuali disturbi, informare bagnanti e gestori degli stabilimenti, e seguire le settimane che separano la deposizione dalla schiusa. È un lavoro fatto spesso all’alba o di notte, quando le tartarughe arrivano sulla spiaggia o quando i piccoli iniziano il loro percorso verso il mare.

La Sicilia resta una delle aree più importanti per la nidificazione in Italia per via delle temperature, delle caratteristiche delle spiagge e della posizione nel Mediterraneo che la rende particolarmente adatta, ma la convivenza con il turismo balneare richiede attenzione. Una spiaggia piena di ombrelloni, lettini e luci artificiali può diventare un ostacolo per animali che seguono istinti antichissimi.

I trasmettitori Gps sulle tartarughe
Sull’esemplare arrivato a Marzamemi sono stati applicati due trasmettitori Gps di altrettante tartarughe marine emerse per deporre le uova nel siracusano. Con l’esemplare già taggato lo scorso anno nel ragusano, salgono così a tre le Caretta caretta di cui i ricercatori del Wwf possono seguire gli spostamenti.

Il monitoraggio rientra nel progetto europeo Life Adapt e consente di raccogliere informazioni preziose sulle rotte percorse dagli animali dopo la deposizione. Sapere dove vanno le tartarughe, quali tratti di mare attraversano e quali aree frequentano permette di comprendere meglio le loro abitudini e di costruire strategie di tutela più efficaci.

La raccolta di questi è fondamentale perché in mare le tartarughe possono incappare in ami, reti, plastiche, traffico nautico e inquinamento. Ogni informazione in più aiuta a proteggerle, e anche per questo documentare i salvataggi, come quello di quest’altra tartaruga gigante in pericolo, sono importanti.

Cosa fare se si incontra una tartaruga sulla spiaggia
La prima cosa da fare è restare a distanza. Non bisogna illuminarla con flash o torce, non bisogna chiamare altre persone per avvicinarsi e non si deve ostacolare il suo percorso. Se l’animale sta cercando un punto per deporre, ogni disturbo può indurlo a tornare in mare senza completare la nidificazione.

Bisogna avvisare subito la Guardia Costiera, il Wwf o le realtà della zona che si occupano del monitoraggio dei nidi. Nel frattempo, l’area va lasciata tranquilla e libera. Anche dopo la deposizione, le uova devono essere protette da chi ha competenze specifiche, perché la posizione del nido, la temperatura della sabbia e il passaggio delle persone possono fare la differenza.