Cronaca
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24/04/2008 20:12

Tentato incendio ad Arizza. Ora si affaccia l’ombra del racket

di Redazione

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Un tentativo di incendio ai danni di un capannone in contrada Arizza non andato a buon fine. Si affaccia l’ombra del racket a Scicli dopo l’ennesimo episodio, verificatosi mercoledì sera, alle 23, ai danni di un’azienda dello sciclitano di proprietà di V.F, 59 anni.

Ignoti, pare più d’una persona, stavano armeggiando con una tanica di benzina e con uno pneumatico per dare a fuoco il capannone, quando i proprietari del box, ancora svegli, hanno sentito dei rumori sospetti. Alzatisi dal letto, hanno acceso la luce e si sono messi in allerta. La mossa ha messo in fuga i malviventi. I proprietari dell’immobile hanno fatto un giro di perlustrazione, trovando la tanica contenente benzina.

L’episodio getta una luce sinistra su quanto sta accadendo in città. E la sensazione che possa esserci un riaffiorare del racket è balenato a più di un osservatore. Sorprende che a essere prese di mira siano attività produttive. In questo senso ci potrebbero essere incendi tesi a sviare le indagini, e incendi mirati, tesi invece a creare un clima di intimidazione e di terrore, che favoriscano, sul piano ambientale, la “risposta” di chi viene sottoposto ad estorsione.

Si tratta solo di ipotesi, ma sul caso, come sui precedenti, indagano i carabinieri, che stanno ricostruendo un quadro indiziario. Potrebbero essere utili eventuali impronte digitali che i malviventi avrebbero potuto lasciare sulla tanica.

Occorre a questo punto alzare la soglia di attenzione complessiva sul fenomeno, senza inutili e controproducenti allarmismi, ma nella consapevolezza che troppi segnali destano preoccupazione in chi fa impresa e chiede di lavorare in serenità.