di Redazione
Quella consumata ai danni della Banca Antonveneta di viale I Maggio a Jungi giovedì pomeriggio è la seconda rapina subita dall’istituto di credito nel volgere di cinque mesi.
Intanto, proseguono le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Modica per identificare i due rapinatori che hanno messo a segno il colpo. Gli inquirenti stanno guardando con attenzione le immagini registrate dal sistema di video sorveglianza dell’istituto bancario per risalire all’identità dei due giovani che hanno agito uno a volto scoperto, e uno a volto parzialmente coperto.
Quella di giovedì è la prima rapina in una banca della provincia di Ragusa dall’inizio dell’anno. L’istituto di credito è dotato del sistema antirapina, ma non è assistito all’esterno dalla presenza di una guardia giurata. Detiene purtroppo un triste primato, quello di essere una banca “facile” da assaltare per i malviventi visto che in un recentissimo passato è già stata presa di mira con successo. In verità, ai due malviventi, che forse erano assistiti da un terzo complice, con funzione di “palo” all’esterno, non è andata bene, dato che almeno metà del bottino, circa tremila euro, è stato rovinato dalla mazzetta civetta esplosiva, che ha unto di inchiostro le banconote, abbandonate per strada dai malviventi lungo la rocambolesca fuga a piedi per le vie del quartiere.
E sul fronte dell’ordine pubblico si registra la preoccupazione per il ritorno degli incendi dolosi. Ammonta a circa novemila euro, secondo le prime stime, il danno causato dall’ultimo incendio, quello ai danni di uno scooter 125 parcheggiato in via Antimonio, in pieno centro storico. Il danno maggiore è quello causato alla facciata posteriore del palazzo storico che si affaccia sulla piazzetta Mazzini e al negozio ospitato al pianterreno.
L’incendio è divampato subito carbonizzando del tutto il mezzo e annerendo le pareti e la vetrina del negozio. A spegnere le fiamme è stato un carabiniere fuori servizio, che si è accorto di ciò che stava accadendo, e, prontamente, grazie ad un estintore ha cercato di domare il rogo. L’incendio ha distrutto una vetrina e ha rovinato e distrutto le unità esterne di due condizionatori, arrecando un danno consistente al proprietario del negozio e a quello dell’immobile. Gli inquirenti pensano che l’atto intimidatorio era mirato alla proprietaria del mezzo e non all’esercizio commerciale.
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