di Redazione
Tre auto a fuoco nella nette tra domenica e lunedì, davanti il sagrato della chiesa di San Bartolomeo a Scicli. A restare coinvolte nel rogo tre Fiat Punto, due delle quali appartenenti allo stesso nucleo familiare.
L’incendio pare abbia trovato esca in una delle due Punto appartenenti una ad A.A., 53 anni, di Scicli, e l’altra al figlio, A.G., 27 anni, anch’egli di Scicli. Da lì le lingue di fuoco si sono propagate alla terza Fiat Punto, di proprietà di G.B., di 52 anni, anch’egli residente al quartiere San Bartolomeo.
Sull’episodio indagano i carabinieri della stazione di Scicli e i loro colleghi del Nucleo Radiomobile di Modica. Sul posto, oltre ai militari, sono intervenuti, per avere ragione delle fiamme, i vigili del fuoco del distaccamento di Modica.
Due le ipotesi: o il classico corto circuito, o, come è più probabile in una città che ormai vanta una tradizione più che decennale in questo senso, il dolo.
I militari, con il conforto dell’ufficio di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Ragusa, stanno lavorando per risalire a tracce di liquido infiammabile, e stanno scavando per comprendere se e chi possa aver lanciato un avvertimento all’indirizzo dei proprietari delle due auto che appartengono alla stessa famiglia.
Torna la sindrome degli incendi dolosi e del rischio che si scateni una nuova ondata di episodi di difficile decifrazione, in una città in cui i roghi ad auto e cassonetti rappresentano ormai una vera e propria piaga sociale.
I militari hanno interrogato i proprietari delle auto per avere indicazioni confortanti sul possibile movente degli incendi, qualora fosse accertato che gli stessi siano di natura dolosa. Ma le vittime non avrebbero saputo offrire informazioni utili.
Le auto sono state rimosse dal parcheggio sito davanti al sagrato della chiesa nelle prime ore del mattino di ieri.
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