Cronaca
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30/01/2026 13:49

Tre cacciatori uccisi sui Nebrodi, c’è una pista che porta ad autore e movente

C'è un quarto uomo sentito come testimone

di Redazione

Messina – «Prima di sbilanciarci su autore e movente degli omicidi aspettiamo i primi esiti autopsia e degli esami balistici, anche se già ci siamo fatti un’idea.Oggi pomeriggio ci sarà il conferimento incarico al medico legale Giovanni Andò e al professore Alessio Asmundo e l’autopsia sarà all’ospedale Papardo domani. Fondamentale sarà la partecipazione del Ris di Messina, impegnati in questi giorni nei rilievi scientifici per ricostruire l’esatta dinamica del drammatico episodio. A seguire ci saranno gli esami balistici».
A dirlo il capo della Procura di Patti, Angelo Cavallo, che coordina le indagini dei carabinieri sulla morte di tre cacciatori, Antonio Gatani, 82 anni di Patti, e i fratelli Davis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni, entrambi originari di San Pier Niceto, colpiti con colpi di arma da fuoco nei boschi di Montagnareale, nei Nebrodi.

L’uomo del mistero
Ma c’è anche un giallo, che potrebbe essere la svolta. E’ l’uomo del mistero: un testimone che compare nel giallo dei tre cacciatori trovati morti. I carabinieri hanno ascoltato i familiari delle tre vittime, che non si conoscevano e non avrebbero rapporti con la criminalità, e poi hanno interrogato a lungo un uomo, come testimone, che sarebbe andato a caccia con l’anziano e che poi sarebbe andato via. Al momento non ci sono indagati. Secondo una ricostruzione, che gli inquirenti però al momento non confermano, ieri mattina il testimone sarebbe andato a casa di Gatani verso le 6 del mattino. Dopo un caffè i due sarebbero andati con due automobili a prendere il cane nella campagna dell’anziano per recarsi a caccia. Normalmente i due andavano in un’altra zona boschiva per cercare di prendere suini neri selvatici ma invece si sono diretti verso la zona di contrada Caristia. Alcuni chilometri prima di raggiungere la zona di caccia l’uomo interrogato dai carabinieri avrebbe parcheggiato l’auto lungo la strada salendo sulla vettura dell’amico.

Secondo alcune testimonianze quest’auto sarebbe stata vista parcheggiata lungo la strada almeno fino alle 11.30. Verso le 10 i familiari di Gatani allarmati dal fatto che il congiunto non dava notizie e non rispondeva al cellulare sono andati a cercarlo e poi è scattato l’allarme, col ritrovamento dei tre cacciatori morti coi fucili accanto. Alcuni abitanti della zona dicono che chi va a caccia di suini neri e cinghiali spesso porta con sé anche una pistola, perché questi animali se feriti diventano molto pericolosi. Potrebbe essere questo testimone, quindi, la chiave per capire se i tre siano morti per un errore durante la battuta di caccia o se l’anziano durante una lite abbia ucciso gli altri due con colpi di fucile e poi si sia suicidato oppure sia stato ferito morendo poco dopo. Sempre secondo indiscrezioni non confermate l’anziano non avrebbe ferite di arma da fuoco nella parte frontale del corpo. Un altro mistero è il ritrovamento del cane nell’auto dell’anziano. Come mai nella battuta di caccia il cane non è stato fatto scendere? O, se è stato portato nel bosco, chi l’ha rimesso nell’auto? Saranno l’autopsia e i rilievi balistici a dare risposte certe agli inquirenti sulla dinamica della morte dei tre cacciatori, oltre ai dati estratti dai cellulari delle vittime.