I rimedi
di Redazione
Ragusa – I lettori di Ragusanews ci segnalano lo strano fenomeno della significativa presenza di meduse nello specchio di mare tra Donnalucata, Playa Grande e Marina di Ragusa, alcune delle quali hanno punto i bagnanti, costretti poi a fare ricorso alle cure mediche.
I tentacoli delle meduse contengono le cnidocisti, piccoli organi urticanti che contengono il veleno per difendersi dai predatori e per paralizzare una potenziale preda. Gli cnidociti si appoggiano alla nostra pelle e rilasciano il loro veleno che può essere urticante per l’uomo.
La prima cosa è uscire dall’acqua, mantenere la calma e rivolgersi a una persona in grado di aiutarci. Poi occorre lavare la parte colpita con acqua di mare. È preferibile lavarsi con acqua di mare e non con acqua dolce perché questa può favorire la scarica del veleno delle cnidocisti. L’acqua di mare, invece, è fondamentale per pulire la pelle da parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e per diluire la tossina non ancora penetrata.
I rimedi fai da te quali applicare sulla parte una pietra (o acqua) calda, lavare con ammoniaca o alcool, non solo sono inutili, ma possono anche peggiorare la situazione. Il calore di una pietra o della sabbia non servono assolutamente perché per annullare le tossine bisognerebbe raggiungere 40-50 gradi. Nemmeno l’ammoniaca serve: non sono disattivanti della tossina delle meduse e potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita.
Uno dei rimedi più efficaci, che si può trovare nelle farmacie, è un gel astringente al cloruro di alluminio: blocca la diffusione delle tossine e lenisce la sensazione di prurito.
Gli spray lenitivi a base di acqua di mare e sostanze astringenti naturali funzionano altrettanto bene. Creme al cortisone o contenenti antistaminico, invece, sono inutili perché entrano in azione solo dopo 30 minuti dall’applicazione e cioè quando il massimo della reazione è esaurita naturalmente.
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