Attualità
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23/07/2008 21:15

Tubercolosi alla dogana, si attendono gli accertamenti

di Redazione

Bisognerà attendere le prime ore della mattinata di oggi prima di conoscere la diagnosi finale dell’infezione di cui è affetto il clandestino somalo di 20 anni, ricoverato nella divisione di Malattie Infettive dell’ospedale “Maggiore” di Modica. Nella giornata di oggi quindi si avrà certezza o meno circa il caso di sospetta tubercolosi che sta tenendo in ansia i tanti operatori della dogana del porto di Pozzallo, dove cioè il giovane è stato ospite per diversi giorni assieme ad altri 166 clandestni. Il rischio contagio, come si sa, nei casi di tubercolosi, è assai alto. “Stiamo procedendo con la massima attenzione – spiega il direttore sanitario del “Maggiore”, Raffaele Elia –. Nel pomeriggio di martedì, nel corso di un summit, ho ribadito come, in casi come questo, serve operare con la massima puntigliosità, meticolosità e senza lasciare nulla di intentato. Sono stati effettuati tutti i test e le analisi previste in casi di sospetta tubercolosi, come il test di Mantoux. Serve a questo punto – spiega ancora Elia – attendere i responsi degli accertamenti e, sulla scorta di ciò, stilare la diagnosi definitiva. Il tutto dovrebbe avvenire nella mattinata di giovedì”. Qualora gli organismi del Maggiore dovessero accertare la malaugurata ipotesi, scatterebbero, come è rigorosa prassi, tutte quelle misure cautelative, a cura dell’ufficio igiene e profilassi, che prevedono la quarantena ed i test alla tubercolina per tutti coloro i quali sono venuti a contatto con il giovane clandestino: volontari, operatori, ospiti, forze dell’ordine.

Per intanto non si registrano prese di posizioni ufficiali da parte degli organismi competenti. Il Sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, ha fatto sapere di voler rifugire da qualunque dichiarazione in merito se non dopo aver in mano la diagnosi ufficiale. L’allerta è massima.

Giorgio Caruso