di Redazione
No, la vicenda del conto consutivo dell’Aapit, divenuto esecutivo con il silenzio-assenso, per l’ennesima volta, non può cadere nell’oblio. Ne sono più che convinti i consiglieri provinciali di centrosinistra, che stanno studiando come far arrivare gli atti alla Corte dei Conti, ne è certo il deputato regionale della Margherita Roberto Ammatuna, che ha tenuto fede alla promessa fatta all’indomani della seduta-farsa del consiglio provinciale, presentando l’interrogazione annunciata.
Il tutto avviene nel silenzio assordante dei consiglieri della Casa delle Libertà, che, dopo aver provocato l’annullamento della seduta consiliare di domenica, adesso stanno alla finestra e attendono. Non parla neppure il capogruppo di Mpa Silvio Galizia, che, con la sua mancata presenza in aula, ha determinato il nulla di fatto consiliare. Eppure ne avrebbe di cose da spiegare, visto che, poco prima di dileguarsi, aveva detto al microfono che i consiglieri avrebbero dovuto assumersi le proprie responsabilità bocciando l’atto.
Ammatuna ha presentato la propria interrogazione a mezzo governo regionale. Dopo aver riepilogato i fatti, fino alla seduta di domenica sera dall’esito infausto anche per l’ente di viale del Fante, Ammatuna ha ricordato che sul consuntivo pesa il parere negativo dei revisori dei conti. Nel merito della vicenda ha ribadito che «la tecnica messa in atto della forze politiche di maggioranza è un vero e proprio attentato alle regole democratiche, che diventa emergenza se si tiene in considerazione il fatto che ormai da sei anni si protrae questo atteggiamento dissennato». Al governo regionale, il deputato della Margherita chiede di «avvalersi degli strumenti di controllo in loro possesso per avviare le necessarie ispezioni per accertare eventuali irregolarità».
Il capogruppo di Sinistra democratica Alessandro Tumino, da parte sua, ribadisce che «l’atto non è per nulla trasparente». Ed ai consiglieri della Casa delle Libertà dice chiaro e tondo: «Siete timorosi, incapaci di sostenere politicamente, con una discussione in aula e con un voto, un pezzo del vostro fosco sottobosco governativo».
Sinistra democratica è del parere che sulle questioni dell’Aapit, «il centrodestra, e lo ha detto chiaramente il presidente Antoci, ha solo la voglia di un condono “tombale”, non se ne deve parlare più, guardiamo al futuro, in quanto le Aapit appartengono al passato». Tumino non è dello stesso parere della CdL: «Troppe ombre – afferma – pochissima luce, ma la gente della nostra provincia deve sapere come si gestiscono, non solo e non tanto i denari pubblici, ma soprattutto come si lavora per l’interesse della collettività e, nello specifico, come male ha gestito il centrodestra la struttura che doveva far decollare il nostro turismo».
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