di Redazione
Istanbul, 13 feb. Abdulkadir Masharipov, il jihadista di origine uzbeka che la notte di Capodanno ha ucciso 39 persone nella esclusiva discoteca Reina di Istanbul, ha chiesto di essere condannato a morte, mentre veniva ascoltato dal giudice. A riferire la notizia il quotidiano turco Daily Sabah, secondo cui Masharipov avrebbe ammesso l’affiliazione all’Isis, pur negando di aver partecipato ad altri attacchi prima dell’attentato al Reina. ‘Sono stato in contatto con Abu Jihad, che si trova a Raqqa, ed eravamo d’accordo a voler attaccare i cristiani che festeggiano a piazza Taksim, ma il piano e’ saltato a causa delle misure di sicurezza nella zona. Con Abu Jihad abbiamo concordato che l’attacco sarebbe avvenuto al Reina dopo che ho effettuato un sopralluogo, non lo ho mai visto in faccia, ma siamo stati in contatto costante’. Masharipov ha poi ammesso di non provare alcun pentimento e di essere stato pronto al martirio quella notte ‘per non essere catturato’, ma di non essere morto anche perche’ aveva finito i proiettili per suicidarsi. Il terrorista ha registrato un video prima dell’attentato in cui esprime il desiderio che il figlio di 4 anni diventi anche lui un terrorista. Il figlio sarebbe stato in fuga con il padre per poi essere ‘affidato’ ad altri jihadisti, un passaggio rispetto a cui gli inquirenti vogliono vederci chiaro, anche in relazione al ruolo di Zarina Nurullayeva, moglie di Masharipov e madre del bambino. Dopo aver ucciso 39 persone e ferite 65, l’uzbeko e’ fuggito senza mai abbandonare Istanbul, per poi essere arrestato la sera del 16 gennaio. .
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