di Redazione
Malafarina immagina così “turisti provenienti dall’estremo oriente come la Cina o il Giappone piuttosto poi che russi o americani, che possano ‘approfittare’ della conoscenza del tour del Mediterraneo impiegando tre giorni del loro tempo per soggiornare in Sicilia creando così occasione di sviluppo per l’Isola. Pensiamo insomma precisa ad un turismo ‘residenziale’ e non ad un ‘mordi e fuggi’ di transito”. Sulla fattibilità e la ‘tempistica’ di realizzazione di un progetto ambizioso su un settore, il turismo in Sicilia, mai davvero decollato, il deputato regionale afferma che “dipende dalle volontà e non dalle condizioni. Le condizioni infrastrutturali ci sono. Ricordo che qualche mese addietro, al solo porto di Catania, c’erano ben tre navi da crociera. Ciò significa che esistono le condizioni strutturali per ospitare questo tipo di turismo”. “Occorrono, certo, anche le condizioni per avere dei servizi concorrenziali prosegue Malafarina che non siano al di sopra della media del Mediterraneo ma che addirittura siano inferiori. Dobbiamo avere la capacità di attrarre le risorse per incentivare il turismo in modo concorrenziale. Non bisogna dimenticare, ad esempio, che quello di Catania, per collocazione naturale dice ancora Malafarina e’un porto crocieristico. Ed il movimento croceristico nel Mediterraneo, indotto compreso, e’ di circa 14 miliardi di euro. Il che significa che se la Sicilia raccogliesse una determinata percentuale di questa somma, incrementerebbe da sola il suo prodotto interno lordo”. (segue)
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