Lettere in redazione
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08/06/2026 19:07

Tutela della costa Ispicese, lettera aperta ai nuovi amministratori

Riceviamo e pubblichiamo.

di Redazione

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Ispica – Carissimi cittadini di Ispica e frequentatori della nostra amatissima Marina,

torno a scrivervi dopo un po’ di tempo su un tema vitale per il nostro territorio: le opere a tutela della costa.
Voglio premettere che non è mia intenzione turbare in alcun modo gli equilibri e le dinamiche delle elezioni ancora in corso (le urne chiuderanno alle 15:00 di oggi). Faccio anzi i miei migliori auguri a entrambi i candidati, con l’auspicio che chiunque vinca possa finalmente governare nell’esclusivo interesse dei cittadini.
Un impegno che tutti i candidati hanno assunto a gran voce durante la campagna elettorale riguarda proprio i “lavori a tutela della costa”. Parliamo di quegli interventi finanziati con 12 milioni di euro nel marzo 2018 e appaltati a gennaio 2019! Un capitolo ben distinto dai vari proclami elettorali che promettevano (tardivamente) cifre per il ripristino della sede stradale della SP67, ancora oggi martoriata.
Con riferimento ai 12 Milioni, ai futuri amministratori e a tutti voi desidero sottoporre una preoccupazione concreta: ad oggi non ci sono certezze sui tempi di avvio dei lavori né, cosa ancora più grave, sulle eventuali varianti che si starebbero apportando al progetto esecutivo presso gli uffici del Commissario per il dissesto idrogeologico, il Dott. Tumminello.
Perché queste informazioni sono così cruciali?
I lavori pubblici vengono appaltati sulla base di computi metrici elaborati secondo prezziari regionali. Quei prezziari, però, vengono aggiornati periodicamente per adeguarli all’aumento dei costi delle materie prime e delle lavorazioni.
È facile comprendere che i prezzi del 2018 non possono essere gli stessi del 2026.
Inoltre, dato che i lavori non sono mai partiti, non è affatto improbabile che nel frattempo siano sorti contenziosi tra l’amministrazione e l’impresa aggiudicataria.
Se questo quadro venisse confermato, il rischio sarebbe enorme: vedere ridimensionate le opere originariamente previste per adattarle alle risorse rimaste disponibili, penalizzando gli oltre 8 chilometri di costa interessati. Continuo volutamente a usare il condizionale, in assenza di comunicazioni ufficiali.
Cosa prevedeva il progetto originario?
Per rinfrescare la memoria, ricordo che le opere finanziate e appaltate (Gazzetta Ufficiale – 5ª Serie Speciale Contratti Pubblici n. 46 del 20 aprile 2018) prevedevano:
– Pennelli in massi naturali di lunghezza variabile tra 50 e 250 metri;
– Barriere soffolte parallele alla costa, lunghe tra 110 e 200 metri;
– Massicciata in massi naturali a protezione della SP67;
– IN ULTIMO: Ripascimento dell’arenile con materiale compatibile.
Interventi strutturali da eseguire lungo il tratto di litorale compreso tra la Foce Vecchia e Punta Castellazzo.
Questo è uno dei punti chiave con cui dovrete misurarvi già domattina,
Buon lavoro!
Aldo Agosta