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05/05/2011 22:01

Uccio Barone: Io, costretto a rinunciare al Consorzio Universitario

"Non ho casacche nè tessere di partito"

di Antonio La Monica

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Uccio Barone
Uccio Barone

Ragusa – “Faccio i miei più sinceri auguri al Consorzio universitario ibleo”. Non c’è ironia, ma solo una punta di amarezza nella parole del professore Uccio Barone, per poche ore membro designato del Consiglio di amministrazione del Consorzio. Lo stop al suo insediamento è arrivato dal Senato accademico dell’università di Catania che ha ritenuto potessero nascere conflitti di interesse tra il ruolo di preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania e quello di membro del nuovo Cda consortile.
“La situazione del Consorzio universitario – spiega Barone – resta ancora molto difficile. Da un lato occorre mantenere un rapporto vivo con l’università di Catania per tutelare la sede unica della Facoltà di lingue ad Ibla. Però si devono anche cercare strade nuove, ovvero bisogna andare ad interloquire al più presto con il Ministro Gelmini. Cosa che, nonostante quello che si dice, non è mai avvenuta”.

qui sta il nodo cruciale della questione. “I politici – sottolinea il professore – devono risolvere i problemi facendo i politici e non entrando nei Consigli di amministrazione. Al Consorzio universitario c’è bisogno di tecnici, manager di alto livello e professori capaci di comprendere le dinamiche del mondo universitario. Mi chiedo, ad esempio, perché nessuno degli amministratori del Cui non abbia pensato di far entrare l’Università di Catania come socio del consorzio stesso. Al di là delle polemiche, io avevo accettato di dare il mio contributo perché ritengo di conoscere bene questa macchina. Il Senato accademico ha ritenuto, dopo la nomina, che potesse causare un conflitto di interessi, dunque faccio un passo indietro senza alcun problema, ma ringrazio chi mi ha dato fiducia”. La nomina di Barone, tuttavia, è riuscita nell’intento di scatenare un bel po’ di polemiche, con alcune accuse di inciucio tra un’area del centrosinistra, a cui Barone potrebbe essere ricondotto, e il sindaco Nello Dipasquale, che all’area di centrosinistra non può certo essere ricondotto. 

“Ho 63 anni – evidenzia Barone – e credo non si possa pensare di etichettarmi in alcun modo. Quello che avrei dovuto ricoprire era un ruolo tecnico e come tale lo avrei affrontato. Non ho casacche né tessere di partito. Quando il sindaco di Ragusa mi ha proposta la nomina io ero a Savona ed ho accettato, salvo problemi di incompatibilità, con l’idea di rendere un servizio alla comunità. Sono consapevole che la mossa di Dipasquale abbia un po’ sparigliato le carte, ma questo non mi riguarda. Ho partecipato a competizioni elettorali come candidato del centrosinistra, ma altri mi hanno anche attribuito appartenenze al Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo ed, oggi, sarei addirittura un uomo del Pdl. La sola verità, ripeto, è che sono un uomo libero che spera, per il bene del Consorzio, che ci sia al suo interno qualche tecnico in più e qualche politico in meno”.

 

La Sicilia