Attualità
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01/02/2008 09:48

Un altro colpo al Prg di Ragusa

di Redazione

Specializzato il centrodestra capitanato dal sindaco Nello Dipasquale nell’organizzare “attentati” al piano regolatore generale.

Fra poche ore in giunta sarà approvata una delibera che molti tecnici della stessa casa delle Libertà definiscono una porcheria, in sinergia un po’ meno cafona con Calderoli. Si tratta di una rivisitazione casareccia della legge 30 che consente di potere edificare in verde agricolo ed in presenza di caseggiati rurali se l’ipotesi costruttiva è altra rispetto alla destinazione residenziale.

Parliamo quindi di insediamenti produttivi di varia natura: alberghi, industrie, magazzini. Dove sta il trucco?

Nella interpretazione della legge 30 che infatti è ammissibile qualora non esistano dentro lo strumento urbanistico zone individuate per le attività produttive.

Ma se la pianificazione urbanistica ragusana le prevede eccome queste aree, come fare allora per allargare la norma?

Sembra che a Palazzo dell’Aquila la soluzione l’abbiano trovata e consisterebbe nel ritenere applicabile la legge 30 per quelle richieste di nuovi insediamenti produttivi inoltrate e approvate prima del decreto attuativo del piano regolatore generale da parte della Regione.

Che significa? Una folle corsa alla insegna della fantasia per rendere fabbricabili e appetibili i terreni. E così quei terreni verdi dentro la città, ad esempio, per rimanere nell’area più vicina al centro storico, la collina di Petrulli ed altre zone vicino l’ospedale, potrebbero divenire insediamenti produttivi.

La delibera è stata oggetto di studio (una riunione fissata 12 ore prima dell’approvazione, poi slittata di 24 ore) da parte della maggioranza, e già i dubbi e le ipotesi malevole girano anche se nessuno apertamente osa parlarne.

Al di là della caccia agli interessati che pare appassioni moltissimo lo stesso centrodestra che ha scelto dal primo momento di tuffarsi a testa bassa negli spazi vuoti del Prg, il primo problema sarà quello di verificare il comportamento del dirigente all’urbanistica, architetto Torrieri, al quale, si presume, sarà affidato il compito difficilissimo di certificare per ogni richiesta se esistano o meno all’interno del Piano aree destinate a nuovi insediamenti produttivi.

E’ chiaro che se il Prg ha destinato come area produttiva la zona che parte dalla rotatoria per Chiaramonte in poi, gli sfortunati che hanno appezzamenti di terreno altrove e che non sono riusciti ad infilarsi fra Peep e piani costruttivi hanno bisogno di un aiutino.

E qui solerte scatta l’urbanistica creativa adatta alla brama indigena di sfruttamento del verde agricolo.

Vedremo se dagli uffici sarà sollevata qualche obiezione a questo ennesimo agguato alla pianificazione territoriale pensata a misura di interesse collettivo, e che dispiace assai ai ragusani.