Attualità
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13/04/2008 12:48

Un credito pari a sette milioni di euro per gli indennizzi delle calamità

di Redazione

Un credito pari a sette milioni di euro.

Le aziende agricole ragusane devono percepire gli indennizzi relativi alle calamità pregresse dal 2001 al 2005.

La denuncia è della Confederazione italiana agricoltori che chiede all’ispettorato provinciale di accelerare l’iter per sbloccare le istanze di indennizzo.

La Cia ha chiesto la convocazione del tavolo provinciale sull’agricoltura nella sede dell’ispettorato per affrontare le problematiche legate al prezzo del latte, alla crisi di mercato, e alla vicenda che paralizza i trasporti.

“Chiediamo che venga potenziato l’ispettorato per accelerare le pratiche e liquidare le somme senza aspettare nuove leggi”, dice il presidente provinciale della Cia, Pippo Drago, “l’agricoltura e il sistema agricolo-alimentare rappresentano una risorsa per il territorio. Davanti alle attuali difficoltà e ai grandi cambiamenti sociali ed economici si pone, però, sempre più necessaria una nuova e propulsiva politica agraria. Le priorità essenziali per la prossima legislatura sono: una rinnovata politica agraria, una efficace programmazione degli interventi e una adeguata concertazione”. Una serie di proposte che si articolano in un vero e proprio progetto il cui obiettivo è quello di un’agricoltura forte e di imprese competitive in grado di produrre reddito per gli agricoltori, e ricchezza. I capitoli del progetto possono essere sintetizzati nelle tre parole “impresa, internazionalizzazione, interprofessione”.

“Oggi si pone necessaria una rinnovata politica agraria nazionale”, spiegano i vertici della Cia, “per troppi anni, le sorti dell’agricoltura sono state, sostanzialmente, affidate ai sostegni della Pac ed alle capacità imprenditoriali degli agricoltori. Da qui un progetto che si articola su una serie di precisi capitoli d’intervento: sostegno alla ricerca e all’innovazione; promozione del capitale umano e del ricambio generazionale; accrescimento delle capacità concorrenziali delle imprese e delle filiere agroalimentari; promozione della semplificazione e dell’efficienza della macchina amministrativa; sostegno della proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare di qualità, difesa dalle contraffazioni e dall’uso improprio dei marchi e delle denominazioni.