Attualità
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09/08/2007 00:00

Un dialogo indispensabile

di Redazione

«Con l’attuale linea politica di Venerina Padua, il suo leader, Sergio D’Antoni, non sarebbe nel centrosinistra». L’on. Rino Piscitello, componente dell’esecutivo nazionale della Margherita, non usa mezzi termini per chiarire la sua posizione in merito al dibattito che sta dividendo il partito in provincia di Ragusa. «Fra un mese saranno presentate liste a sostegno di candidati regionali con più posizioni all’interno e sulla base delle valutazioni che il territorio vorrà dare. Sarebbe insensato adottare atteggiamenti propri degli anni Cinquanta in cui si segue una linea di partito tassativa e stabilita dall’alto. Mi ritrovo sulle posizioni di Ammatuna, Borrometi e Di Stallo. Definirei invece incomprensibili gli atteggiamenti di chiusura preconcetti manifestati da Venerina Padua. I leader di un partito non devono essere gli esecutori ma gli elaboratori della linea politica. E in più di un’occasione, la coordinatrice di Ragusa, mi è parsa un’esecutrice».
La frattura interna alla Margherita locale ha sicuramente radici più profonde. E Piscitello era già intervenuto a giugno, subito dopo il documento dei 37 dirigenti dimissionari con in testa Antonio e Paolo Borrometi, Antonello Buscema e Vincenzo Rizza. In quella occasione, Piscitello aveva invocato il rispetto delle regole invitando il coordinatore regionale, Elio Galvagno, a convocare la direzione regionale e a nominare un commissario. Chiusa una falla con l’intervento di Rutelli, un incontro chiarificatore e il ritorno alla base dei dimissionari, se n’è aperta quasi subito un’altra. L’ultima contrapposizione, netta e chiara, si sta consumando sulla proposta di avviare un dialogo con due partiti, come Mpa e Udc, considerati organici al centrodestra. «Il centrosinistra ha bisogno di un forte rinnovamento – afferma Piscitello – e di allargare il ceto politico per acquisire una parte di elettorato necessaria. Almeno, se vogliamo diventare la forza maggioritaria a cui aspiriamo con la costituzione del Partito democratico. A meno che il concetto non sia quello di “piccolo è bello”, considerata anche la fetta politica provinciale confluita nella Sinistra democratica, non si può pensare di non dialogare con quella parte di Mpa (che peraltro si dichiara alleato ma non organico al centrodestra) e dell’Udc che hanno attirato personaggi politici che nel centrosinistra non hanno trovato spazio. Magari, proprio per quella chiusura politica, figlia degli anni Settanta-Ottanta, che mette tutti i buoni dalla nostra parte e tutti i cattivi dall’altra».
E nell’excursus politico di Piscitello trova spazio la considerazione che se il centrosinistra riesce a governare regioni come Puglia, Basilicata e Calabria lasciandosi sfuggire la Sicilia, emerge con forza l’esigenza di riuscire a spostare un pezzo di politica e quella parte di elettorato indispensabile per vincere la prossima competizione elettorale. «Del resto – ribadisce Piscitello – se non avessimo accettato la candidatura del leader di Democrazia europea D’Antoni, oggi a Venerina Padua mancherebbe il punto di riferimento interno al partito. Non possiamo stabilire aprioristicamente di fare a meno dell’apertura di un dialogo con quella parte di Udc che vuole superare la politica di Cuffaro e andare oltre i confini ristretti dell’appartenenza a uno schieramento che nell’ultimo decennio ha visto la confluenza di personaggi provenienti dalla Democrazia cristiana come, per esempio, Antoci».
All’interno della Margherita ragusana, e a Modica in particolare, sono state però espresse posizioni di netta contrapposizione che hanno portato ad affermazioni categoriche sull’impossibilità di trovare punti comuni con l’Udc dell’on. Drago o del sindaco Torchi. Il dibattito rimane aperto anche se, in realtà, saranno i numeri a decidere. Gli stessi numeri che nei prossimi due mesi porteranno alla scelta di candidati capaci di attirare quanti sceglieranno di votare per eleggere alla guida del Partito democratico provinciale, un segretario in grado di gestire le diverse anime politiche all’interno di un unico calderone.