Economia
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13/10/2010 23:28

Un pieno al Sud costa 5 euro in più del Nord

I "prezzi consigliati" ai gestori dai gruppi petroliferi non sono infatti più indicativi del mercato nazionali

di Redazione

I prezzi dei carburanti sono sempre più differenziati tra Nord e Sud del Paese, con uno stacco che arriva fino a 10 centesimi al litro. È quanto emerge dalle rilevazioni di “Quotidiano Energia” che ha messo a confronto i listini dei vari “mercati locali”.

 

 

 

 

 

I “prezzi consigliati” ai gestori dai gruppi petroliferi non sono infatti più indicativi del mercato nazionale, rappresentabile ormai solo come somma di più micro-mercati. Le stesse compagnie diffondono cioè ogni giorno una pluralità di prezzi in funzione del livello di concorrenza delle zone in cui operano.

 

 

 

Al Nord dove la rete di distribuzione è più moderna e competitiva e dove sono più presenti pompe bianche e gdo, i prezzi sono decisamente più bassi rispetto al Sud, dove il mercato è invece più ingessato.

 

 

 

 

 

Si scopre così dalle rilevazioni che ad esempio il prezzo medio del market leader Eni, pari a 1,379 euro al litro, è la risultante di un minimo di 1,339 euro e di 1,415 euro (con uno scarto cioè di oltre 7 centesimi). La differenza è ancora più marcata nel caso di Erg, dove si passa da un minimo di 1,325 euro al litro a un massimo di 1,436 euro (forbice di 11 centesimi).

 

“E i tetti più alti – afferma ‘Quotidiano Energia’ – si riscontrano soprattutto al Sud”. Una differenza di 10 centesimi al litro si traduce per un’auto di media cilindrata (50 litri di serbatoio) in un aggravio di 5 euro a pieno.