"Purpi, vi osserviamo"
di Telenova
Ragusa – Brucia ancora quel secchio di pipì che la notte del 29 settembre gli hanno tirato addosso. Vincenzo, giovane omosessuale di Ragusa che tre mesi fa ha denunciato cinque ragazzi del capoluogo per il reato di ingiuria con l’aggravante dell’aver agito in gruppo, sta continuando a portare avanti la sua battaglia personale contro l’omofobia, di cui è stato vittima.
L’episodio accaduto nella zona industriale, vicino gli stabilimenti di contrada Petrulli, nel luogo abituale ritrovo degli omosex di Ragusa (nell’ambiente la località viene chiamata “ufficio”), è sfociato in una battaglia giudiziaria che presto condurrà Vincenzo e i ragazzi da lui denunciati in un’aula di tribunale. In questa sua lotta il giovane omosessuale è sostenuto dall’Arcigay iblea e regionale, che gli ha anche messo a disposizione un avvocato. “Voglio tornare a parlare di questo episodio – racconta Vincenzo – perché gli atti di omofobia non sono finiti, dopo la mia denuncia. Vi sono ancora bande di bulli, stupidi ragazzini che continuano ad andare lì per dare fastidio agli omosessuali”. Il 29 settembre Vincenzo si trovava a bordo della sua vettura, quando un altro veicolo, con cinque ragazzi a bordo, gli si è affiancato e gli occupanti dell’auto hanno incominciato ad insultarlo facendo riferimento alla sua condizione di omosessualità. Dopo le ingiurie, dalla vettura in questione qualcuno ha tirato un secchio di pipì contro il veicolo occupato da Vincenzo e da un altro testimone. Nei giorni seguenti sono apparse delle scritte omofobe. “In una di queste era scritto “purpi vi osserviamo” – racconta Vincenzo – una frase dal tono minaccioso ma che la dice lunga su quello che ancora accade in quella zona. Infatti, i bulli si appostano sul cavalcavia, si nascondono, e quando arrivano i ragazzi omosessuali nella strada sottostante, le bande escono allo scoperto”.
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