Lo spettacolo “corre sui binari” e da “Generale” di De Gregori si giunge ad “Auschwitz” dei Nomadi, quando “treno” è sinonimo di deportazione e morte.
di Paola Fidone
Modica – “Sui binari dell’anima”, questo il titolo dello spettacolo musicale inserito tra le iniziative promosse dal circolo di Modica del Dopolavoro Ferroviario di Siracusa in occasione della mostra “Ferrovia Iblea, ieri, oggi e domani”.
Numerosi gli spettatori che, nonostante il tempo instabile, sabato sera hanno assistito all’alternarsi di brani musicali e recitazioni che hanno regalato forti emozioni. Lo spiazzale antistante la stazione ferroviaria di Modica è diventato, per una sera, un luogo intriso di una forte consapevolezza: “la ferrovia non deve morire”.
Sapientemente interpretato dai Suonamboli, band apprezzata e stimata nel panorama locale, e dalla Compagnia Teatrale Iblea, lo spettacolo è stato a tratti ironico e a tratti nostalgico, ripercorrendo, grazie all’interpretazione dell’attore modicano Alessandro Sparacino, storie di “vita vissuta” tra i binari. Così, tra un brano musicale ed un altro, la voce impostata dell’attore porta alla memoria degli spettatori alcuni ricordi. Recita: “Ho conosciuto l’Italia prima dalle stazioni, passando da Milano C.le a Firenze Santa Maria Novella, da Roma Termini a Napoli”. Un racconto che ognuno degli spettatori rivive dentro di sé, nella propria anima: tutti hanno preso un treno, chi per piacere, chi per lavoro, chi per gioco. E a proposito di viaggi in treno gli attori della Compagnia Teatrale Iblea, con un simpatico “siparietto”, ironizzano su ciò che avviene all’interno dei treni e nelle stazioni.
Ma tra i ricordi della serata affiora anche quello di chi ha percorso la nostra ferrovia per lasciare la Sicilia. Così, con un nodo in gola, l’attore modicano fa rivivere agli spettatori visibilmente, la tristezza e la nostalgia dei tempi dell’emigrazione, quando “treno” era il sinonimo di partenza senza certezza di ritorno. L’attore porta gli spettatori ad immaginare paesaggi, odori, ma anche il sole e il vento che sferzava i volti quando ci si affacciava dai finestrini dei treni in viaggio verso la Germania, verso un lavoro, uno qualunque. Sparacino si sofferma sulla bellezza della Trinacria ed un brano musicale in siciliano emoziona gli spettatori: “Muddichedda muddichedda”. Un brano forte, del cantautore Spampinato, che non manca di essere critico con la classe politica ma non può fare a meno di cantare “Che bedda a terra mia quannu agghiorna”. E mentre, sotto la pensilina della stazione ferroviaria di Modica, l’attore canta “Come se ne può parlare male di queste tre dita di paradiso in mezzo al mare”, simbolicamente fa vedere che bastano solo 3 dita delle mani per disegnare la Sicilia: indice e medio della sinistra unite all’indice della destra.
Lo spettacolo “corre sui binari” e da “Generale” di De Gregori si giunge ad “Auschwitz” dei Nomadi, quando “treno” è sinonimo di deportazione e morte. Lo spettacolo però si conclude in modo allegro, con il coinvolgimento del pubblico in una tarantella improvvisata che spezza il sottile velo di tristezza e di nostalgia. Una serata per riflettere e per non dimenticare che la ferrovia è la nostra storia, e che non c’è futuro senza passato. Bravi gli attori e brava la band che, con uno spettacolo di ottimo livello, hanno fatto viaggiare il loro treno “sui binari dell’anima”.
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