Cronaca
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21/05/2008 10:51

Una ragusana rapita in Somalia

di Redazione

Italiani di nuovo nel mirino dei rapitori somali.  Questa notte Iolanda Occhipinti, ragusanae Giuliano Paganini sono stati infatti rapiti intorno alle 5.30 locali (le 4.430 in Italia) ad Awdhegle, 65 chilometri a sud di Mogadiscio. I due lavorano per la Cins (Cooperazione internazionale nord sud) su un progetto cofinanziato dalla comunità europea e dalla Fao: Paganini è un ‘senior agronomist’, mentra la Occhipinti si occupava soprattutto dell’amministrazione del progetto. La notizia del loro rapimento era stata diffusa da alcuni media locali, poi è stata confermata ufficialmente dall’Unità di Crisi della Farnesina.
La Cins (cooperazione italiana nord-sud) è un’organizzazione non governativa che in Somalia si sta occupando di progetti di sviluppo agricoli nella zona dove è avvenuto il rapimento, quella del Basso Shabele, Con i due italiani è stato rapito anche un cittadino somalo, un operatore umanitario che dovrebbe chiamarsi Abderhman Yusuf, ed è uno dei responsabili locali del progetto.
Stando alle prime testimonianze, uomini armati a bordo di tre fuoristrada avrebbero attaccato all’alba gli uffici della Cins di Awdigle sequestrando i due cooperanti italiani e quello somalo. “I rapitori, dopo aver neutralizzato le guardie, sono entrati all’interno degli uffici dell’ong, hanno messo una benda agli occhi ai tre e li hanno portati via”, ha detto un rappresentante dell’ong. Un responsabile locale della sicurezza ha assicurato che le forze dell’ordine stanno cercando di localizzare gli ostaggi e “sapere chi sono i rapitori e dove hanno portato” i tre cooperanti.
Quella dei rapimenti è una pratica tristemente diffusa in Somalia. Di solito si concludono con il pagamento di forti riscatti In Somalia sono ancora in corso due sequestri, non ancora risolti. Un cittadino britannico e uno keniano rapiti in aprile (il primo sembra sia rimasto ferito nell’agguato), e un keniano lettore presso un’università somala rapito la scorsa settimana.
Da tempo i viaggi in Somalia sono sconsigliati dall’Italia e da tutti i paese Europei a causa della difficile situazione nel paese. La condizione di sicurezza nel Paese rimane infatti fortemente critica ovunque e anche nella capitale Mogadiscio, a causa del conflitto tra il Governo federale transitorio – sostenuto dalle truppe etiopi – ed un’opposizione incentrata sull’Unione delle Corti islamiche, degli atti terroristici, dell’elevato livello della criminalità e del rischio di rapimenti a danno di operatori delle Ong o Agenzie Internazionali.
La crescente tensione ha indotto nelle scorse settimane le Ong che lavorano al centro-sud della Somalia a fare evacuare il personale internazionale. Per il proseguimento dei progetti, le organizzazioni non governative, comprese quelle italiane, stanno utilizzando personale locale mentre gli stranieri – che fanno base a Nairobi – rientrano al centro sud della Somalia in modo non fisso.
Chi comunque non vuole rinunciare ad andare in Somalia, dovrebbe registrare i dati relativi al viaggio sul sito www.dovesiamonelmondo.it/ e informare di ogni spostamento nel Paese l’Ambasciata d’Italia a Nairobi. Né l’Italia né gli altri Paesi europei hanno una rappresentanza diplomatica in Somalia, perciò è estremamente difficile assicurare l’assistenza consolare ai connazionali in tutto il territorio somalo e, in caso di ulteriore deterioramento della situazione, potrebbe essere impossibile prevedere qualsiasi intervento di assistenza o di emergenza.