Giudiziaria
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27/01/2026 21:56

“Università Bandita”: l’ex rettore Basile condannato a 5 anni. Assolto il prof. Uccio Barone dopo abrogazione reato abuso d’ufficio

Ci sono sei condanne e 45 assoluzioni.

di Redazione

Catania – Sette anni dopo l’inchiesta “Università Bandita” oggi è arrivata la sentenza di primo grado da parte della seconda sezione del Tribunale di Catania. Un processo passato anche dal vaglio della Corte Costituzionale per la valutazione della legittimità dell’abrogazione dell’abuso d’ufficio. Le accuse nei confronti di ex rettori dell’ateneo catanese e prof erano corruzione, turbativa d’asta, falso e l’ormai cancellato abuso d’ufficio. L’inchiesta della Digos aveva portato a smascherare una presunta serie di concorsi pilotati o cuciti su misura su un candidato prescelto.

Ci sono sei condanne e 45 assoluzioni. Fra gli assolti il modicano Giuseppe Barone, meglio conosciuto come Uccio, già preside della Facoltà di Scienze Politiche a Catania, in pensione da anni. Barone è assolto perchè il reato di abuso d’ufficio è stato abrogato.

Come riporta Laura Distefano su La Sicilia,  il Tribunale ha condannato l’ex rettore Francesco Basile alla pena di anni cinque di reclusione, Filippo Drago è stato condannato alla pena di anni due di reclusione, Antonio Giuseppe Biondi è stato condannato alla pena di anni due di reclusione, Marcello Angelo Alfredo Donati è stato condannato alla pena di anni due di reclusione; Marco Montorsi è stato condannato alla pena di anni due di reclusione, Giuseppe Maria Pappalardo è stato condannato alla pena di mesi otto di reclusione. Per tutti i condannati, eccetto Francesco Basile, il tribunale ha disposto la sospensione condizionale della pena per il termine di cinque anni. Per Basile è stata inoltre dichiarata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Il Tribunale ha assolto fra gli altri l’ex rettore Giacomo Pignataro e l’ex sindaco Enzo Bianco. Assoluzione anche per l’ex procuratore Enzo D’Agata che è deceduto nel corso del processo.

Il tribunale ha assolto 39 persone dai principali capi d’imputazione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Assoluzioni specifiche (cioè nel merito) per 17 posizioni specifiche riguardanti singoli capi d’accusa, con formule quali “il fatto non sussiste”, “per non aver commesso il fatto” o “il fatto non costituisce reato”. Dichiarata la prescrizione per 2 imputati.

Il tribunale ha assolto 39 persone dai principali capi d’imputazione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato . A ssoluzioni specifiche (cioè nel merito) per 17 posizioni specifiche riguardanti singoli capi d’accusa, con formule quali “il fatto non sussiste”, “per non aver commesso il fatto” o “il fatto non costituisce reato” . Dichiarata la prescrizione per 2 imputati.

Assoluzioni nel merito: Massimo Libra, Ferdinando Nicoletti, Velia Maria Lucia D’Agata, Agostino Cortesi, Giovanni Gallo, Luigi Vincenzo Mancini, Giuseppina Lavecchia, Massimo Mattei, Carmelo Giovanni Monaco, Luca Vanella, Giovanni Puglisi, Giuseppe Barone, Alessia Facineroso, Anna Garozzo, Giovanna Schillaci, Giovanni Barreca.

 

Assoluzioni perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato: Salvatore Cesare Amato, Piero Baglioni, Laura Ballerini, Antonio Barone, Giuseppe Barone, Giovanni Barreca, Francesco Basile, Vincenzo Bianco, Paolo Cavallari, Michela Maria Bernardetta Cavallaro, Giovanna Cigliano, Velia Maria Lucia D’Agata, Vincenzo D’Agata (deceduto), Francesco Di Raimondo, Filippo Drago, Santi Fedele, Giovanni Gallo, Sebastiano Angelo Alessandro Granata, Calogero Salvatore Guccio, Giampiero Leanza, Orazio Antonio Licandro, Paolo Mazzoleni, Carmelo Giovanni Monaco, Maura Monduzzi, Matteo Giovanni Negro, Ferdinando Nicoletti, Maria Caterina Paino, Giuseppe Maria Pappalardo, Pietro Pavone, Roberto Pennisi, Vincenzo Perciavalle, Giacomo Pignataro, Giovanni Puglisi, Stefano Giovanni Puleo, Maria Alessandra Ragusa, Romilda Rizzo, Salvatore Saccone, Giuseppe Sessa, Giuseppe Vecchio.