Lettere in redazione
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12/03/2008 14:18

Università, ci scrive Accidia

di Redazione

Egregio moderatore,

……propongo ai lettori di Sciclinews una notizia fresca di giornata sullo stato di salute delle Università italiane agli occhi degli studenti Erasmus, in un periodo, questo, di promesse elettorali che riguardano anche il Consorzio Universitario Ibleo e che, dai dati che emergono, sembrano essere, appunto, le solite promesse del politico di turno il quale “ignora” la situazione a livello nazionale oppure agisce in malafede…….

Gli studenti stranieri bocciano i nostri atenei

Davvero una brutta vita quella dello studente straniero in Italia! Sono tante le problematiche emerse dal questionario proposto da «Studenti Magazine» e da «Erasmus Student network Italia» (vi hanno risposto 1500 studenti provenienti da 28 paesi diversi e afferenti a 27 diverse città italiane) che a questo punto, al momento di scegliere, il paese del sole e degli spaghetti andrebbe evitato, come la peste.

Prezzi troppo alti e atenei troppo confusionari sono gli scogli più sentiti dagli studenti stranieri all’arrivo. L’83% degli intervistati dichiara di spendere di più in Italia rispetto al proprio paese. La voce più costosa è l’affitto (per il 69%). Seguono il cibo per il 14,4% e il divertimento per il 12,6. Il 4% trova invece particolarmente cari i libri.
Il 71% degli intervistati considera l’università italiana peggiore di quella del proprio paese. Per il 39,6% degli intervistati la causa principale di questa bocciatura è il pessimo stato delle strutture. Seguono la scarsità dei servizi web (per il 24,4%), la difficoltà nel raggiungere informazioni per il 19,5% e i professori per il 16,5%. Relativamente a questi ultimi, quando si chiede un confronto con quelli del proprio paese il 59% non vede differenze, il 25% li giudica peggiori e solo il 16% li vede migliori.
La casa non solo è esosa ma è anche difficile da trovare. Gli affitti elevati non sono giustificati dalla qualità (che è scadente per il 29% e con assenza di contratto per il 12,7%) e poi bisogna combattere con il razzismo dei proprietari che non affittono volentieri a stranieri (per il 20,8%).
Attratti al momento della scelta dal fascino del Belpaese (lo dichiara il 97%), alla fine dell’esperienza universitaria solo la metà vorrebbe ripeterla.
In tanti, appena arrivati in Italia, hanno avuto difficoltà con la nostra lingua. Il 47% giudica scarsa la propria conoscenza della lingua, il 30,6% sufficiente, e solo il 22,4% la ritiene buona. Quasi tutti invece dichiarano di aver visto migliorare il proprio italiano durante la permanenza nel Belpaese. Il merito, però, non è stato certo dei corsi di lingua organizzati nelle università, bocciati dal 52,6% degli intervistati (il 30,6% di loro non ha neanche cominciato a frequentarli). La verità è che nel nostro paese la conoscenza della lingua inglese non aiuta gli stranieri. Appena l’1,4% lo ritiene indispensabile, contro il 53% che non la ritiene fondamentale.

Fonte:iltempo.it

……con la stima di sempre ACCIDIA.