di Redazione

Ragusa – Visti i rapporti tesi tra l’Università di Catania e il Consorzio Universitario Ibleo, il sopralluogo dei tecnici catanesei del servizio di prevenzione rischi sembra essere piuttosto un’ispezione. Vengono a verificare lo stato di agibilità dei locali nei quali gli studenti di Giurisprudenza, Lingue e Agraria svolgono le lezioni.
Hanno chiesto al Consorzio di mettere a disposizione copia della documentazione della certificazione di staticità, della certificazione dell’antincendio, della certificazione degli impianti elettrici e anche i certificati di destinazione d’uso dei locali. Documenti che, nella maggior parte dei casi, non sono in possesso nemmeno alle scuole pubbliche gestite da Comuni e Province. Ma quelli dell’Università di Catania li vogliono per vedere se tutto e’ apposto.
Nessuna intervista televisiva ma i tecnici si sono limitati a spiegare che si tratta di controlli di routine. Ed intanto il futuro dell’Universita’ in provincia di Ragusa ha varie sfaccettature. Ieri sera al ministero della pubblica istruzione a roma si e’ svolto un incontro informale teso ad acquisire informazioni per l’eventuale creazione del quarto polo universitario siciliano.
Tra i presenti il presidente della Provincia, Franco Antoci, secondo il quale si tratta di un percorso complesso ma possibile anche se occorre valutare pure le altre possibilità. Da Palermo si cerca di far quadrato.
L’assessore regionale Leanza ha convocato per domani a Catania un tavolo tecnico che vedrà, alla presenza anche del rettore Recca, tutti i consorzi universitari siciliani, compreso ovviamente quello di Ragusa. Forse un nuovo momento per cercare di fare sintesi e ricucire lo strappo se ci saranno le condizioni.
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