La delusione degli studenti
di Michelangelo Barbagallo
Ragusa – Mentre gli studenti della facoltà di Lingue possono esultare per la presenza di docenti certi e motivati presso il corso di laurea che, a partire dal prossimo anno accademico avrà sede esclusiva a Ragusa, quelli di Agraria e Giurisprudenza, con il passare dei giorni, si rassegnano a quello che sembra ormai un epilogo inevitabile.
Ieri sono stati pubblicati nel sito dell’Università di Catania 13 bandi per selezione pubblica a posto di ricercatore universitario a tempo determinato ai sensi dell’art. 24, lettera a), della legge n. 240/2010 (c.d. legge Gelmini). Si tratta dell’annunciato reclutamento dei docenti di arabo, tedesco, giapponese, cinese, inglese, francese e spagnolo, sia per l’insegnamento delle lingue che per quello delle relative letterature, della Facoltà di Lingue.
I posti messi a concorso, in un momento senza dubbio difficile della vita economica e sociale che l’Italia, e non solo, sta attraversando, rappresentano un’indiscutibile opportunità per quei giovani che vorranno intraprendere la carriera accademica, valorizzando così i propri studi in una prospettiva scientifico-culturale di sicuro interesse e dalle ricadute importanti, anche economiche, per la nostra città. A darne notizia, il rappresentante Paolo Pavia che evidenzia come “non si possa che essere soddisfatti nel vedere finalmente realizzati, dopo anni di difficoltà e sacrifici, i risultati di uno sforzo tenace, determinato e costante da parte di tutti coloro che ci hanno creduto, a partire da quella pattuglia di docenti che lo scorso anno scelse di lavorare affinché a Ragusa si realizzasse una Facoltà di Lingue e Letterature straniere degna di questo nome”.
Un anno che si apre dunque con le migliori aspettative per gli studenti ragusani di Lingue, mentre i colleghi di Giurisprudenza manifestano rabbia e forte preoccupazione. “Certamente – dichiarano dal comitato spontaneo degli studenti – si sarebbe auspicato da parte dell’Università un comportamento più flessibile, considerata la disponibilità manifestata dal rettore in occasione dell’incontro tenutosi qualche settimana addietro a Roma presso il Miur”. Ma gli studenti di Legge allargano la cerchia delle responsabilità. “Non può sfuggire a nessuno – dicono – la superficialità e la scarsissima attenzione manifestate, con pochissime eccezioni, da pressoché tutti gli amministratori e i politici locali. E così, se non può che far piacere apprendere che tutti i capigruppo al Consiglio provinciale hanno richiesto un incontro col rettore per cercare di risolvere la situazione in extremis, non è possibile dimenticare come, da una parte, un paio di settimane fa l’intera maggioranza consiliare, incurante dell’estrema delicatezza delle trattative intavolate dal Consorzio, ha tagliato all’ente ben 350 mila euro”.
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