Lettere in redazione
|
16/08/2011 09:23

Unni e Ostrogoti a ferragosto sulle spiagge ragusane

array(1) { [0]=> string(5) "22833" }

Ci scrive Leandro Nigro

di Leandro Nigro

Meteo: Scicli 17°C Meteo per Ragusa
Ferragosto 2011 a Sampieri
Ferragosto 2011 a Sampieri

Scicli – …Se da una parte si assiste alla “calata degli unni” (cit.) che di proposito (badate bene, di proposito!) lasciano in giro per la spiaggia la loro espressione dell’anima (un modo come un altro per definirli ipocriti e incivili), dall’altra parte l’Impero Ostrogoto non fa niente per fronteggiare l’invasione sui propri territori…

 

E’ sempre stato così! La notte di Ferragosto, così come la notte di San Lorenzo, sono e continueranno ad essere ricettacolo di giovani che si riversano sulle spiagge.

Io sono stato uno di questi “Unni” la notte scorsa e vi posso garantire che, insieme ai miei amici, abbiamo ripristinato il decoro del nostro fazzoletto di spiaggia e invitato altri “vicini di tenda” a fare nello stesso modo pur ricevendo, da alcuni, una smorfia contrastante.

Perché parlare di problemi quando si può tranquillamente definire “risorse”?

È semplice definire una questione “problema”… “Si scarica la colpa al malcapitato di turno e per quest’anno siamo apposto”.

Trarre, invece, spunto da questi eventi di massa che si ripetono con costanza è un poco più impegnativo e certo i nostri amministratori lo sanno. Però disporre dei mezzi necessari “preventivi” per fronteggiare questi eventi-risorse, che in una paese “civile” sono prospettive economiche per le attività commerciali della città e quindi della città intera, non viene fatto e si pensa, tranquillamente, a imporre divieti che tutti ignorano, regole banali che non si capiscono e il risultato porta sempre alla stessa conclusione: una fotografia della città che è brutta a vedersi.

Ma mi chiedo se questa fotografia rappresenta solo quel lato della città che ha preso parte all’evento o rappresenta tutta la città, in ogni persona che si definisca parte integrante della comunità, compresi gli amministratori.

Se il linguaggio utilizzato da chi ci amministra è diverso da quello di questi “Unni” si finisce per assistere sempre alla stessa condizione.

Allora ecco la mia proposta: gestire l’afflusso alle spiagge disponendo di personale che indirizzi gli avventurieri, istallare adeguati servizi igienici comuni e altri servizi aggiuntivi, disporre di contenitori per i rifiuti in proporzione alle persone che affolleranno l’evento e infine, ma non ultimo, dare delle indicazioni attraverso dei messaggi diretti per come comportarsi al fine di agevolare il ripristino del sito ed essere, così, un po’ più disciplinati e meno “Unni”.

Che poi ci saranno i soliti idioti di turno che ignoreranno completamente l’invito della comunità è cosa risaputa, ma quanto meno i molti sentiranno l’obbligo morale di rispettare il bene messo a disposizione e non indicato come “divieto”.

Inoltre, questo sentimento di rispetto del bene comune farà si che molte persone si riversano nelle nostre spiagge perché si sentono prima di tutto rispettati e quindi rispettosi di chi li ospita.