Attualità
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05/06/2007 00:00

Venerina alza le spalle e tira dritto

di Redazione

«Illogiche valutazioni» e «singolari dichiarazioni»: così Venerina Padua, coordinatrice provinciale della Margherita, liquida il terremoto che ha investito il suo partito all’indomani delle elezioni provinciali. Dopo tre giorni di assoluto silenzio, con tutti i telefoni staccati, la Padua torna a far sentire la sua voce e lo fa per liquidare con una semplice alzata di spalle le dimissioni di 37 esponenti del partito a Modica, tra cui il presidente dell’assemblea provinciale Enzo Rizza.
Non cita nessuno, la Padua nella mezza cartella di dichiarazioni che diffonde alla stampa nella mattinata di ieri. Ma di “veleno” non ne manca. Si limita a prendere atto «di quanto espresso dal gruppo dirigente di Modica, che, con illogiche valutazioni, intende artificiosamente trasferire le sue responsabibilità di condizione del partito e della coalizioni per svariati anni e legislature amministrative» ad altri. Quindi, l’invito agli «autori di tali singolari dichiarazioni, che hanno rivestito preminenti incarichi dirigenziali nel partito, a riflettere sull’esplicito responso dell’elettorato».
Venerina Padua ne ha anche per Roberto Ammatuna, a sua volta neppure degnato di una citazione diretta, ma il riferimento è esplicito: «Non sfugge a nessuno – afferma – che l’inclusione di parti dell’Udc di Pozzallo è stato bocciato dai pozzallesi; ha portato alla sconfitta del candidati a sindaco e decimato la rappresentanza consiliare». Padua afferma che tale scelta «ha anche reso insanabile la frattura del centrosinistra provinciale che è stato così fortemente punito dall’elettorato».
L’altro riferimento è all’assenza dei vertici di partito nella campagna elettorale. E su questo «ci stiamo confrontando per valorizzare l’impegno dei dirigenti del partito e degli eletti negli organismi istituzionali e per avviare un efficace progetto alternativo».
Venerina Padua, infine, ribadisce che intende «proseguire il già iniziato percorso di ascolto di ciascuno dei dirigenti locali e degli eletti in tutto l’ambito provinciale per impostare con senso di responsabilità il percorso per attuare il mandato politico congressuale e quello elettorale».