Attualità
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11/07/2007 00:00

Venerina resta sola

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di Redazione

Sono rimasti a casa i sei dimissionari modicani della Margherita provinciale e cioè il presidente Enzo Rizza e gli altri componenti dell’assemblea. Fanno parte del gruppo di 37 che subito dopo le amministrative alla Provincia si sono dimessi dalla cariche. Non hanno partecipato all’assemblea convocata dalla coordinatrice Venerina Padua. Per la verità la riunione doveva tenersi venerdì, ma è stata rinviata. Nonostante, quindi l’incontro tra l’onorevole Antonio Borrometi ed il presidente nazionale Francesco Rutelli non hanno partecipato ai lavori dell’assemblea provinciale chiamata ad eleggere la direzione provinciale. Un organismo, formato da 15 persone, che rispecchia le varie componenti del partito. Una scelta di campo che però non è di contestazione. L’altro ieri sera a Modica i 37 si sono riuniti per discutere sul da farsi. È stato stilato un documento uniutario inviato alla coordinatrice provinciale Venerina Padua. Toni pacati e mano tesa con una velata richiesta. Dovrà essere l’assemblea provinciale a dare un segnale distensivo. In pratica dovranno essere rigettate le dimissioni del presidente provinciale e dei cinque componenti. Nel documento i dimissionari spiegano che ci sono tutti i margini, anche a seguito dell’incontro con Rutelli, per ricompattare quella che comunque è giudicata come difficile situazione locale. I diellini si sono resi disponibili a verificare in concreto la nuova fase di dialogo interno al partito con iniziative da concordare a favore di un territorio che necessita di maggiore attenzione anche da parte dei vertici nazionali della stessa Margherita. «Un dialogo – scrive Enzo Rizza – che dovrà partire proprio dal livello provinciale per continuare, con fatti e non parole, a lavorare alla costruzione del Partito Democratico. Il partito unico ha bisogno innanzitutto di unità». Quella che è finora mancata alla Margherita provinciale. Dal canto suo la coordinatrice la Venerina Padua auspica che si ritrovi l’unità all’interno del partito. «Del resto siamo chiamati – dice la Padua – a lavorare per la costruzione del Partito Democratico ed il tempo stringe».