Attualità
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14/11/2008 10:19

Vertenza Metra, nessun accordo. Verso l’Ufficio provinciale del lavoro

di Redazione

Nessun accordo. E la vertenza del Gruppo Metra, scaduti i quarantacinque giorni della prima fase della trattativa, si sposta automaticamente all’Ufficio provinciale del lavoro. Forse già a partire da lunedì il primo incontro (si attende ancora una convocazione che potrebbe arrivare questa mattina) mentre per martedì, in azienda, è prevista un’altra tornata di assemblee. I lavoratori si confronteranno, ancora una volta, per conoscere lo stadio di evoluzione della fase vertenziale. Giovedì, nella sede dell’Associazione degli industriali, la trattativa si è conclusa con un nulla di fatto. Addirittura, i rappresentanti della proprietà non hanno voluto redigere neppure il verbale, indisposti, a quanto pare, per l’inattesa chiusura della parte sindacale, quando sembrava che, ad una serie di concessioni provenienti dal Gruppo Metra, le organizzazioni di categoria avessero invece potuto rispondere in maniera positiva.
Ma quali sono state queste concessioni?
Intanto, il Gruppo Metra si era detto disponibile a diminuire, anche se in modo impercettibile, il numero delle unità interessate dal provvedimento di licenziamento collettivo. Si sarebbe passati dalle 30 unità previste a 28. L’azienda, inoltre, aveva messo in campo una piccola integrazione a livello economico per aiutare coloro che, in maniera volontaria, hanno l’opportunità di allacciarsi alla pensione, da qui sino ai prossimi quattro anni. Restava comunque l’indicazione che, esaurito il tetto della volontarietà, le rimanenti unità da licenziare sarebbero state individuate dalla direzione aziendale, facendo salve le indicazioni contenute nella procedura, penalizzando in primis, quindi, i dipendenti del reparto in fase di soppressione, quello dell’anodica.
Per quanto riguarda il settore oggetto del contendere, l’azienda ha detto che verrà smantellato a partire da gennaio. L’accordo complessivo è stato rigettato dal sindacato che si sarebbe detto disposto ad una eventuale firma se l’integrazione prevista fosse stata più dignitosa. “L’azienda – dichiara Roberto La Terra della Flmu Cub – ha messo in campo sessantamila euro, da suddividere per trenta o 28 unità, più i sei mesi da versare comunque all’Inps come penalità nel momento stesso in cui si apre una procedura simile. Abbiamo ritenuto non dignitoso l’accordo economico. Ecco perché, unitariamente, abbiamo opposto il nostro diniego alla proposta che ci era stata fatta”.