In un’Italia divisa il viaggio come risorsa
di Michael Massari


Ragusa – Viaggio, giro il mondo, conosco gente…
Riesco a percepire gli odori e a riconoscerne la provenienza. Quel riso bianco mi riporta alla Cina e ai suoi giardini, quell’odore pesante e attraente di cibo ipercalorico mi riporta all’America e quell’odore delicato di Oliva mi riporta all’Italia. Terra mia, terra dai mille volti.
“L’Italia è una e indivisibile” gridavano dagli spalti i nostri Padri, oggi c’è chi grida alla secessione. Il Paese della mafia e della mortadella, se non fosse che ormai c’è solo la mafia e la corruzione. La povertà regna sovrana. Per strada incontri volti sbiaditi dal pianto disperato di genitori che come Geppetto venderebbero la propria giacca pur di assicurare un “libro” al loro Pinocchio. Eppure in questo Paese vedo ancora la tenacia dei giovani che con zaino in spalla si fiondano a prendere quel bus che li porterà nei luoghi di alta formazione culturale. Corrono pensando a come saranno da grandi, forse si immaginano calciatori, statisti, operai, professionisti che nel loro piccolo costruiscono ciò che i loro padri hanno distrutto. Tornano a casa, si guardano allo specchio e con qualche tocco di schiuma da barba sul viso iniziano a giocare a fare i grandi. Nei giovani c’è la vitalità di un Paese ormai morto; sembra che ci sia stata un’interversione dei ruoli, non sono più i genitori a dar fiducia ai propri figli, ma sono i figli a dar fiducia ai propri genitori. Proprio quei figli che rappresentano la generazione dei tre niente: niente lavoro, niente casa, niente famiglia. Una generazione che continua a non perdersi d’animo, una generazione che crede nella ciclicità degli eventi. “La ruota gira per tutti” ripetono fra sé e sé.
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