di Giuseppe Savà
Modica – Il Ministero delle Telecomunicazioni non eroga nei tempi previsti il contributo stabilito dalla legge Mammì, e ora alcune decine di posti di lavoro sono a rischio.
A farne le spese è Video Mediterraneo, storica emittente televisiva modicana, oggi riferimento importante nella Sicilia orientale, e conosciuta anche oltre grazie al satellite, che consente di irradiare in tutta Europa il segnale televisivo.
Una vicenda burocratica legata all’interpretazione di una norma ha di fatto paralizzato un contributo, dovuto per legge, pari a un milione trecento mila euro, senza dei quali i conti dell’azienda vanno in rosso.
A rischio decine di posti di lavoro.
Una trattativa tra proprietà e Cisal potrebbe portare alla cassa integrazione per una sessantina di dipendenti.
Sciclinews esprime la propria solidarietà ai colleghi, tecnici e giornalisti, e all’editore, Carmelo Carpentieri, nell’auspicio che il buon senso prevalga e che l’intoppo burocratico romano venga superato.
L’articolo apparso oggi sul Giornale di Sicilia
A rischio sessanta posti di lavoro. Sono le unità lavorative del gruppo editoriale Video Mediterraneo, il più importante della Sicilia sud-orientale. Un cavillo burocratico-amministrativo sta bloccando infatti l’erogazione dei finanziamenti statali previsti per le emittenti televisive. Questo potrebbe “tagliare le gambe” ad un gruppo editoriale che, nato a Modica negli anni Ottanta, si è imposto per qualità e quantità di programmi autoprodotti, sino a diventare uno degli emblemi dell’imprenditorialità nel sud-est siciliano. Poco o nulla trapela dal centro operativo di Modica, da dove cioè vengono irradiati i segnali delle emittenti terrestri Video Mediterraneo e Mediterraneo Due e dell’emittente satellitare Mediterraneo Sat. Il mancato trasferimento, nei tempi previsti, dei finanziamenti del Ministero per le Telecomunicazioni, sulla base della legge Mammì del 1990, potrebbe creare problemi legati al mantenimento dei livelli occupazionali. I contributi del Ministero vengono distribuiti attraverso una graduatoria stilata annualmente dai Corecom di ogni singola regione. La graduatoria 2008 redatta dal Corecom Sicilia, ha visto il gruppo Video Mediterraneo attestarsi al secondo posto tra le emittenti televisive regionali, alle spalle di Antenna Sicilia. L’organismo regionale ha raggiunto il secondo maggior punteggio (2205,96 punti attestati dal Corecom) dovuti, in minima parte ad un fatturato medio che va oltre i 2 milioni di euro, e, soprattutto grazie ai numeri legati al personale giornalistico. Sono infatti ben nove i giornalisti professionisti alle dipendenze del gruppo editoriale, oltre ai tredici giornalisti pubblicisti ed ai vari collaboratori, tecnici e registi che tengono in vita le redazioni di Roma, Catania, Siracusa, Gela, Vittoria, Ragusa, oltre a quella centrale di Modica.
I loro posti di lavoro, assieme a quelli del personale amministrativo, commerciale e tecnico viene dunque messo a rischio da quello che viene definito un “cavillo burocratico, una interpretazione normativa”.
Entro qualche giorno potrebbe aprirsi l’ennesima vertenza occupazionale in provincia di Ragusa con riflessi negativi sullo sviluppo di un intero territorio. Un caso del quale si occuperanno, adesso, le organizzazioni sindacali e per il quale sarebbe anche auspicabile la mobilitazione della classe politica. C’è da ricordare, tra l’altro, che Video Mediterraneo, con il canale satellitare «Mediterraneo Sat» si è attestato quale veicolo preferenziale e strumento di collegamento con tanti emigrati siciliani che vivono all’estero.
C.I.
Il sindaco Buscema solidale con Meno Carpentieri
Sulla crisi del Gruppo Editoriale Videomediterraneo il sindaco, Antonello Buscema, ha scritto all’amministratore Unico della società, Carmelo Carpentieri. “Apprendo da lanci di agenzia di stampa on-line – dice il primo cittadino – della mancata erogazione di finanziamenti da parte dello Stato per cavilli burocratici e che mettono in difficoltà l’azienda televisiva da Lei gestita con conseguente pericolo del mantenimento dei livelli occupazionali dovendo ricorrere alla Cassa Integrazione di giornalisti e tecnici operatori. Intendo esprimerLe per intero la mia preoccupazione che è anche quella della Città nei confronti di una emittente televisiva che nel corso degli anni non solo ha saputo informare e raccontare i fatti di ogni giorno ma continua a svolgere un ruolo essenziale di carattere sociale e di sviluppo del territorio veicolando Modica, il suo comprensorio e quello del SUD Est siciliano su prosceni nazionali ed internazionali con innegabili ricadute positive in termini di immagine e di consenso. Le siamo vicini – scrive ancora Buscema – in questo particolare momento di difficoltà che spero possa essere superato agevolmente per il bene dell’Azienda, della collettività e per continuare a garantire la partecipazione democratica, attraverso l’informazione, dei cittadini alla vita politica della Città”.
Sindacati preoccupati
Le confederazioni sindacali di CGIL, CISL, UIL esprimono forte preoccupazione per quanto si legge dalle notizie stampa secondo le quali l’Azienda Radio Video Mediterraneo sarebbe in procinto di mettere in cassa integrazione sessanta dipendenti, tra giornalisti, amministrativi e tecnici operatori. Alla base della possibile decisione il mancato trasferimento delle somme previsto dalla legge sull’emittenza privata per cavilli giuridico amministrativi che nei fatti, però, stanno mettendo in seria difficoltà non solo il governo dell’azienda ma soprattutto la serenità e il futuro di quanti per anni hanno garantito un’informazione quotidiana rendendo agibile, per i cittadini e per gli addetti ai lavori, un percorso di partecipazione democratica alla vita del territorio nei suoi articolati presidi istituzionali e non. Sarebbe assai deleterio assistere al rischio della chiusura di un’attività che oltre a dare lavoro non solo genererebbe scompiglio in centinaia di famiglie tra diretto ed indotto ma significherebbe mettere il silenzio ad un’azienda editoriale considerata, unanimemente, strumento di rilancio promozionale del territorio ibleo rendendo, così, possibile la proiezione, su scala nazionale e mondiale grazie al satellite, di un tessuto sociale in piena espansione e rilancio economico. CGIL, CISL, UIL auspicano il superamento di questa fase delicata e incerta pronti, comunque, ad un confronto con l’editore al fine di costruire un dialogo che possa individuare le soluzioni più adeguate per i lavoratori che da anni svolgono un servizio di primaria importanza, dal punto di vista civile, sociale e culturale, per garantire un’informazione e un approfondimento quotidiano attento e puntuale. Le scriventi organizzazioni sindacali rimangono vigili sull’evolversi della situazione perché il lavoro possa essere tutelato e garantito anche nei momenti di grande difficoltà.
Idv in allarme
Ed anche Italia dei Valori apprende con grande preoccupazione del rischio presso il gruppo VIDEOMEDITERRANEO di richiedere la cassa integrazione per oltre 60 dipendenti tra giornalisti, amministrativi ed operatori. Il dato che rammarica ulteriormente è la motivazione che è alla base della possibile dolorosa scelta : mancato contributo Statale all’interno dei fondi previsti a causa di errate interpretazioni della norma e lungaggini burocratiche a contorno. La nostra Provincia, afferma Giovanni Iacono di Italia dei Valori Ragusa, già da tempo sta subendo una contrazione drastica dell’occupazione che ha già interessato grandi, medie e piccole aziende in tutti i settori a partire da quello primario come l’Agricoltura sia per le colture protette che per la zootecnia. Il nostro Partito oltre alla doverosa solidarietà a dipendenti e datori di lavoro si adopererà nelle sue rappresentanze Parlamentari al fine di garantire e potenziare i livelli occupazionali anche per le emittenti televisive libere di dimensioni più ridotte e favorire lo sviluppo nella legalità delle nostre Comunità.
Tutti in campo a sostegno di Vm
Tutti in campo a difesa non solo dei livelli occupazionali ma anche di Video Mediterraneo intesa come risorsa del territorio. Il sindaco di Modica, Antonello Buscema, la triplice sindacale Cgil, Cisl e Uil ed anche Italia dei Valori, hanno espresso solidarietà e teso la mano ai sessanta dipendenti del gruppo editoriale che rischiano il posto di
lavoro a causa di una repentina crisi dovuta al blocco dei finanziamenti del Ministero legati al fondo per l’editoria (1mln 200mila euro circa). “Esprimo per intero la mia preoccupazione che è anche quella della città nei confronti di una emittente televisiva – ha scritto il sindaco Buscema – che nel corso degli anni non solo ha saputo informare e raccontare i fatti di ogni giorno ma continua a svolgere un ruolo essenziale di carattere sociale e di sviluppo del territorio. Le siamo vicini – ha aggiunto Buscema – in questo particolare momento di difficoltà”. Cgil, Cisl e Uil hanno invece offerto l’apertura per “un confronto con l’editore al fine di costruire un dialogo che possa individuare le soluzioni più adeguate per i lavoratori che da anni svolgono un servizio di primaria importanza, dal punto di vista civile, sociale e culturale, per garantire un’informazione e un approfondimento quotidiano attento e puntuale”. In campo anche Italia dei Valori che per bocca del segretario provinciale Gianni Iacono ha assicurato l’impegno nelle sue rappresentanze parlamentari “al fine di garantire e potenziare i livelli occupazionali anche per le emittenti televisive libere di dimensioni più ridotte e favorire lo sviluppo nella legalità delle nostre comunità”.
Saro Cannizzaro
Il Pd di Modica con Video Mediterraneo
Conosciamo il ruolo che il gruppo editoriale Video Mediterraneo svolge quotidianamente per garantire la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale della città attraverso l’attività di informazione secondo la linea editoriale che vuole l’opinione e le esigenze dei cittadini prevalenti su ogni altro interesse. Per questo, l’apprendere che per meri cavilli burocratici non possano essere erogati i contributi statali e che venga pregiudicato il mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori e forse la stessa sopravvivenza del gruppo non può non destare preoccupazione specie in tempi in cui l’attività di informazione e la libertà di opinione, che ad essa deve accompagnarsi, rischia di essere detenuta ed influenzata sempre più da pochi gruppi economici. Il Partito democratico esprime la sua solidarietà all’editore e a tutti i lavoratori di Video Mediterraneo impegnandosi, per quanto di propria competenza, affinché le attuali difficoltà vengano meno al più presto permettendo al gruppo editoriale di continuare a svolgere la sua preziosa opera nel territorio.
L’Assostampa, 23 in cassa integrazione
La segreteria provinciale di Ragusa dell’Associazione Siciliana della Stampa esprime forte preoccupazione per lo “stato di crisi” dichiarato dal gruppo editoriale Video Mediterraneo che mette a rischio più di 50 posti di lavoro con la richiesta di cassa integrazione per tutti i dipendenti. Esprime piena solidarietà ai lavoratori che di punto in bianco non hanno più la certezza del posto di lavoro, si appella alle forze istituzionali e politiche affinché perseguano azioni di tutela e salvaguardia dei livelli occupazionali; fa voti al Prefetto di Ragusa di convocare una riunione in tempi brevi per individuare un percorso istituzionale utile a dare tranquillità ai lavoratori assicurando il pagamento arretrato delle mensilità e avviare tutte le iniziative utili affinché il gruppo editoriale Video Mediterraneo possa continuare a svolgere nel panorama editoriale di Ragusa e della Sicilia orientale la sua azione di informazione al servizio dei territori e delle istanze dei suoi cittadini assicurando quel necessario pluralismo utile a realizzare una democrazia compiuta. L’Assostampa di Ragusa, a tutela dei 23 giornalisti per cui l’azienda ha proposto la cassa integrazione, dopo aver indetto e tenuto due assemblee con i colleghi interessati al provvedimento, ha chiesto all’editore di seguire le corrette procedure utili per l’ottenimento della cassa integrazione e di farla scattare dal primo settembre 2009, dopo aver verificato le norme di legge che consentono il ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga col proprio istituto di previdenza (l’Inpgi) ed ha chiesto con forza il pagamento delle mensilità arretrate che stanno mettendo a dura prova i lavoratori che non percepiscono lo stipendio da diversi mesi. La segreteria provinciale e la segreteria regionale sono fortemente impegnate in una vertenza difficile e problematica che investe uno dei gruppi editoriali maggiormente presenti nel panorama informativo siciliano e fanno appello alle Istituzioni di esprimere con atti concreti vicinanza ai lavoratori che rischiano il proprio posto di lavoro.
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