di Redazione
ROMA, 1 OTT Usava il suo ufficio, alla Polizia
municipale di Messina, per sbrigare le pratiche di tre società
assicuratrici di cui la moglie era subagente, e qui riceveva i
clienti, utilizzava il parco mezzi dei vigili e i vigili stessi
per farsi accompagnare nella sua attività ‘parallela’. Per
questo Giuseppe L., ex commissario della Polizia municipale,
responsabile del reparto motociclisti, è stato condannato dalla
Cassazione per peculato d’uso continuato (l’entità della
condanna non è nota).
L’uomo si legge nella sentenza è stato assegnato ad altre
mansioni dal luglio 2010, dopo le segnalazioni di una ispettrice
che nel 2009, in un clima generale di omertà e tolleranza, aveva
invece reagito e scritto una lettera di denuncia al comandante
dei vigili di Messina.
Una decina di vigili andarono a testimoniare a favore del
loro capo, ma la Procura li ha ritenuti “inaffidabili” e due di
loro sono stati anche denunciati per aver detto il falso. Altri
vigili hanno vuotato il sacco.
© Riproduzione riservata