L’annuncio sui social: «Vendesi proprietà iconica». Vale tra i sei e i dieci milioni di euro.
di Redazione
Torino – Una villa da ventinove camere, quindici bagni, oltre 1.200 metri quadrati per la sola residenza principale, più una dépendance e un terzo edificio con autorimessa. Villa Frescot, la dimora ottocentesca sulla collina torinese dove Gianni Agnelli visse con Marella e dove si spense nel gennaio 2003, cerca ancora un acquirente. La novità è che la vendita è stata ora affidata a Sotheby’s, il colosso internazionale dell’immobiliare di lusso, con tanto di annuncio rilanciato sui social e video che mostra alcuni interni. Nell’inserzione la proprietà viene descritta come una dimora storica testimone di una Torino colta e cosmopolita, destinata a chi cerca l’incontro tra storia, paesaggio e architettura. Il prezzo, ufficialmente, resta riservato: le stime circolate parlano di una forbice tra i sei e i dieci milioni di euro.
Una vendita difficile
Il passaggio a Sotheby’s è però anche l’ammissione implicita di una vendita difficile. La villa è sul mercato da quasi tre anni, da quando Margherita Agnelli — proprietaria dell’immobile per successione, in uno dei pochi capitoli estranei alla battaglia ereditaria che la oppone ai figli John, Lapo e Ginevra Elkann — decise di cederla, dopo il rifiuto dei familiari a cui era stata inizialmente proposta. Le offerte, in questi anni, si sono contate sulle dita di una mano, e nessuna ha mai avvicinato la richiesta iniziale di dieci milioni.
Evidentemente nemmeno quella pista è andata in porto, se ora la palla passa a Sotheby’s. Sullo sfondo restano le incognite che hanno frenato gli acquirenti: le condizioni della proprietà, con il celebre giardino di Donna Marella ormai in sofferenza, e l’ombra lunga della vicenda giudiziaria sui dipinti scomparsi della collezione Agnelli. Per Torino, intanto, ogni annuncio di vendita è un piccolo addio: dopo il Lingotto e le trattative su altri asset di famiglia, anche la “Reggia Agnelli” attende di cambiare padrone. Chi la comprerà si porterà a casa un pezzo di storia d’Italia. Trovare l’acquirente, però, si sta rivelando più difficile del previsto.
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