Attualità
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04/07/2012 13:39

Vincolo della Forestale, Scicli ricorre al Tar

A rischio il Piano Integrato di Jungi e le cooperative edilizie

di Redazione

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Scicli – Un nuovo vincolo, cade come un fulmine a ciel sereno sulla pianificazione urbanistica di Scicli, e non solo. E’ quello di inedificabilità assoluta entro i duecento metri dalle aree di pertinenza della Forestale. Il sindaco di Scicli Franco Susino ha annunciato che l’amministrazione comunale ricorrerà contro il nuovo vincolo di inedificabilità assoluta imposto dalla Regione. “Tale vincolo renderebbe inattuabile il Piano Integrato di Jungi e, sempre al quartiere Jungi, la realizzazione dei nuovi alloggi di edilizia residenziale agevolata delle cooperative” –spiega il primo cittadino-. I termini per ricorrere al Tar scadono il 18 luglio prossimo. “Il Comune si costituirà a tutela degli strumenti urbanistici vigenti e contro un provvedimento a tratti contraddittorio, che la Regione non ha condiviso con l’ente locale, piovuto dall’alto e di assai controversa applicabilità”.

Le cooperative edilizie stanno agendo privatamente, dando incarico a un loro legale di fiducia. Le opposizioni al Tar saranno due: una pubblica, intentata dal Comune, una privata, delle cooperative di edilizia agevolata. Ma cosa è successo in concreto? La Regione ha preso un finanziamento europeo per fare una nuova perimetrazione vincolistica. Gli uffici regionali hanno inventato nuovi vincoli, ne hanno fatto comunicazione in Gazzetta Ufficiale, ma a Scicli c’era il commissario straordinario  e nessuno si è accorto di questa nuova limitazione. Fatto paradossale, i vincoli ricadono anche a duecento metri dagli alvei dei torrenti, ma Scicli è attraversata da ben due torrenti, e il vincolo imporrebbe a questo punto l’inalterabilità dei luoghi in ampi tratti del centro storico ma anche della periferia. La previsione regionale è lacunosa, contraddittoria, le tavole sono in conflitto tra di loro e il vincolo è sostanzialmente inapplicabile. Oltre a ciò, inficia sia il Piano Integrato di Jungi, annullandolo, sia il legittimo interesse di decine di famiglie che hanno messo da parte i loro risparmi per costruirsi una casa. E proprio sulla contraddittorietà del dispositivo normativo, sulla sua irragionevolezza, sulla incongruità della norma, oltre che sulla sua lacunosità, si incentrerà il ricorso davanti ai giudici del tribunale amministrativo etneo. A giorni sarà conferito un incarico legale a un luminare di diritto urbanistico per rappresentare le ragioni del Comune contro il nuovo vincolo, che farebbe perdere anni di lavoro e qualche milione di euro di investimenti nella riqualificazione del quartiere periferico di Jungi e nella creazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale a prezzo calmierato.