Attualità
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28/09/2007 10:01

Vindigni: San Biagio chiude il 28 febbraio

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di Redazione

“Se la città sarà unanime nel chiederlo, il 28 febbraio la discarica di San Biagio chiuderà”. E’ il presidente dell’Ato Ambiente Ragusa, Gianni Vindigni, ad annunciarlo per placare gli animi di quanti a Scicli annunciano ulteriori azioni di protesta in ordine alla vicenda rifiuti.
Esiste un progetto per una nuova, ulteriore vasca, che consentirebbe di abbancare rifiuti a San Biagio ancora per qualche anno. “E’ un progetto che non ho commissionato io, ma la precedente gestione, e che io ho stoppato –precisa Vindigni-. Certo, oggi San Biagio non è più la discarica di qualche tempo fa. Abbiamo risolto il problema del percolato, abbiamo consegnato i lavori dei tubi per la captazione del biogas, San Biagio è una struttura messa in sicurezza. Ma se la comunità di Scicli sarà unanime nel chiederlo, il 28 febbraio chiudiamo, e anche Scicli andrà a conferire, insieme agli altri tre comuni del comprensorio, a Cava dei Modicani, a Ragusa”. Il presidente Vindigni annuncia anche di aver raggiunto un accordo con una ditta specializzata in questo genere di interventi, per trasformare il biogas in energia elettrica da erogare, a prezzo di costo, ai residenti delle contrade limitrofe alla discarica, quasi un “indennizzo” nei loro confronti.
Sul fronte dei crediti, il vicesindaco Muccio e l’assessore all’ecologia Bruno Occhipinti hanno chiarito che il Comune di Scicli non firmerà alcun piano di rientro. I tre comuni conferitori sono chiamati dal Comune di Scicli a prestare garanzia assicurativa o bancaria se vogliono che Scicli firmi nuovi patti. Di questo si parlerà giovedì prossimo nel nuovo vertice indetto dallo stesso Vindigni.
Intanto, fa specie la dichiarazione del vicesindaco, Enzio Muccio, che ha definito “un errore” la firma apposta dal sindaco Falla in luglio sull’accordo che sanciva la possibilità per Modica, Ispica e Pozzallo di conferire nella piccola vasca ricavata dalla bonifica di un sito già sfruttato. Il consiglio comunale, ma anche il resto dell’esecutivo, erano dell’idea che la nuova, piccola vaca, dovesse servire solo Scicli. Quando il 7 luglio il sindaco i è fatto interprete di questa volontà, è stato fatto valere l’accordo che lo stesso primo cittadino aveva siglato quattro giorni prima in Prefettura. Una firma “improvvida” secondo lo stesso vicesindaco. Ora si attende l’esito della riunione di giovedì, in cui si tornerà a parlare di crediti e di debiti. Scicli chiede garanzie bancarie o assicurative a Modica, Ispica e Pozzallo.