di Redazione
Di giorno i sei pensionati si facevano vedere in giro con la 22enne disabile vicino alla chiesa madre e nella piazza principale di Scicli, per sviare i sospetti. Nelle ore serali stupravano la giovane appartati in auto o nella spoglia stanza di un piccolo casolare di contrada Lodderi. Alla fine, agitando un coltello, minacciavano la vittima di buttarla in un cassonetto se avesse parlato.
L’agghiacciante verità è alla fine venuta fuori assieme alle lacrime della giovane, dopo il ricovero in ospedale a causa della violenza di gruppo. Le indagini dei Carabinieri, scattate tre mesi fa, hanno adesso portato all’arresto dei quattro vegliardi dello sturpo di gruppo e di altri due sciclitani in età che avevano a loro volta abusato della vittima in più occasioni.
Sono accusati di violenza sessuale aggravata e continuata, lesioni, sequestro di persona, minacce aggravate con uso di coltello. I quattro che abusarono in contemporanea della 22enne minorata psichica devono rispondere anche di violenza sessuale di gruppo. Le manette sono scattate all’alba per Guglielmo Pallavicino, 61 anni, il più giovane del gruppo, commerciante già noto per reati specifici, colui che ha coinvolto gli altri suoi degni amici nella squallida storia. Pallavicino è l’unico ad essere stato rinchiuso nel carcere di Modica.
A tutti gli altri sono stati concessi i domiciliari, in considerazione dell’età avanzata che, però, non ha impedito loro di approfittare della giovane. Le altre persone arrestate sono Giovanni Borsa, e Vincenzo Mirabella, entrambi di 76 anni, Antonino Magro, di 75, Antonino Fidone, 79 anni e Giovanni Trovato, 83 anni, il più anziano e l’unico vedovo del gruppo. Tutti gli altri sono sposati, Mirabella divorziato. E’ stato quest’ultimo assieme a Pallavicino, Borsa e Magro a violentare in gruppo la vittima.
I dettagli sono stati resi noti dal comandante provinciale Nicodemo Macrì e dal capitano Marco Latini della compagnia Carabinieri di Modica, che ha diretto le complesse indagini.
Nella foto, i Ris di Messina prelevano rifiuti organici nell’auto di Pallavicino in piazza Italia (immagini gentilmente concesse da Vm Giornale)
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