A vederegli affreschi del Cambellotti
di Saro Distefano
Ragusa – Una visita che rimarrà nel ricordo dei soci del Cral della Banca Agricola Popolare di Ragusa. E dire che di iniziative culturali i soci del dopolavoro della maggiore banca siciliana non se ne fanno mancare, anzi. Il loro programma annuale è ricco e vario.
Ma la visita di sabato scorso nei saloni di rappresentanza del Palazzo del Governo è stata particolare, per il semplice motivo che gli oltre sessanta partecipanti sono rimasti per oltre un’ora e mezza ad ascoltare il professore Giorgio Flaccavento, celebre storico dell’arte, che ha illustrato loro le famosissime tempere dipinte nel 1934 da Duilio Cambellotti.
Si tratta di opere conosciute, anche per il merito di alcuni volumi illustrati e i testi di celebri critici (è nella storia il volume curato dall’indimenticato Leonardo Sciascia), ma sentirne la analitica descrizione fatta a Flaccavento ha impressionato non poco i soci del Cral. Il preside ragusano ha infatti intrattenuto senza mai annoiare l’uditorio, infarcendo la analisi artitica con tanti e tanti aneddoti e vicende locali, legati al regime fascista, al gerarca Pennavaria, alla figura di Cambellotti e di Ugo Tarchi, l’architetto progettista del Palazzo del Governo che ospita la Prefettura di Ragusa. Una visita che dovrà essere replicata, non foss’altro che per rispettare l’impegno preso con il Prefetto, Annunziato Vardè, che ha salutato – prima dell’inizio del giro – il professore Flaccavento e il dottor Bruno Occhipinti, presidente del Cral della Banca Agricola Popolare di Ragusa, e nel contempo “impegnando” lo storico ragusano a guidare una seconda visita, considerato che il dottor Vardè ha già visto le celebri tempere, ma vorrà approfondirne la conoscenza così come è stato per i soci del dopolavoro bancario.
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