La preside: "L'assemblea d'istituto è stata organizzata dai ragazzi, in ambiente protetto"
di Redazione
Vittoria – Sabato mattina l’Istituto Enrico Fermi di Vittoria ha ospitato, durante l’assemblea d’istituto, il giovane rapper siciliano Simone Oteri, conosciuto con il nome d’arte Shaka Muni. Originario di Catania, classe 2001, l’artista è diventato in breve tempo uno dei volti più amati dai giovanissimi grazie alle sue canzoni, che hanno superato un milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube e raggiunto 500.000 stream su Spotify.
La sua presenza, tuttavia, non è stata accolta favorevolmente da tutti. Alcuni genitori hanno espresso forte preoccupazione, sostenendo che i messaggi trasmessi da Shaka Muni sarebbero inappropriati per i ragazzi. «Non eravamo stati informati della partecipazione di questo rapper – spiegano alcune mamme –. Dopo aver visto i suoi video su YouTube, in cui compaiono gesti come la simulazione di pistole, riteniamo che i contenuti siano violenti e poco adatti a un contesto scolastico».
Le famiglie hanno chiesto chiarimenti alla dirigente scolastica, domandandosi se l’iniziativa fosse stata approvata dalla preside. Hanno ricordato, inoltre, che in passato una proposta simile – invitare un pornostar a scuola – era stata subito respinta dal consiglio d’istituto, convocato tempestivamente per bloccare l’evento.
La dirigente scolastica Rosaria Costanzo ha chiarito la situazione rilasciando le seguenti dichiarazioni: «La presenza di Shaka Muni era inserita nel programma dell’assemblea d’istituto, organizzata direttamente dai ragazzi. L’incontro si è svolto in un ambiente protetto, con la costante vigilanza degli insegnanti, che hanno guidato il dialogo e monitorato i contenuti trattati. Posso assicurare che nulla è andato fuori dalle regole».
La preside ha aggiunto di comprendere le preoccupazioni dei genitori, ma ha sottolineato che occasioni come questa permettono ai giovani di confrontarsi in modo costruttivo: «È importante che il dialogo avvenga a scuola e non solo sui social. Continueremo comunque a vigilare, come sempre, per garantire il benessere dei nostri studenti».
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