Lettere in redazione
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18/07/2008 21:47

Walt Whitman: Dopo la pioggia

di Redazione

Dopo la pioggia.

Una sensazione assolutamente nuova. L’aria sulla valle è tersa, cristallina, finalmente, dopo una lunga settimana di afa e di sabbia sahariana sospesa insieme all’umidità… Il fotografo è già andato via, cacciato dalla furia degli elementi: aria, acqua, terra… il vento violento ci soffiava addosso pioggia e polvere, mancava solo il fuoco, come disse lui, ma i fulmini ne erano un saggio più che degno.

Un unico scatto. Il Preludio. La Natura se lo lascia rubare sotto la pioggia battente, il tramonto faceva timidamente capolino in mezzo alla densa e impenetrabile coltre di grigio piombo. Ora invece, Sua Maestà da sfoggio di sé: i raggi, violenti, spessi, ingravidano le ormai sfilacciate nubi residue: la tempesta si sposta velocemente a sud est

La città ora e d’oro: il Colle è immerso nella palpabile, inebriante e sensuale luce ambrata del tramonto. Il fondo minaccioso dei nembi carichi di pioggia assume l’opulenza dorata degli stucchi immaginifici delle sue chiese, la limpidezza e la sfrontatezza di un cielo di lapislazzulo. Maestoso ed eterno.

Tutto questo avviene dopo una notte molto particolare: la luna era entrata senza chiederlo nella camera di chi vi scrive. V’era entrata senza alcuna discrezione ma la sua presenza totale era una piacevolissima sorpresa soprattutto per chi aveva appena passato una serata a tratti più che deludente. Il dolce, languido riflesso della vecchia Dea sulla superficie turbata del Mediterraneo portavano alle mie pupille sensazioni contrastanti…

L’unica cosa che ora so è che la fruttuosa partorienza dell’arte, del racconto, della fotografia, della tela avviene in divenire, uno stato di calma apparente nel quale ci muoviamo a volte con disinvoltura, altre volte a fatica, con difficoltà. Solo guardando chi ci circonda possiamo renderci conto di come ci si trovi in folle moto, occorre un punto di riferimento; 
oggi l’atmosfera cristallina, l’opulenza antica della Rocca e della vecchia Chiesa erano i miei unici punti di riferimento col Reale.

In folle corsa verso una parziale e imperfetta coscienza della mia fortuna. Adesso solo le saette.

Walt Whitman