Economia
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02/11/2008 16:35

Zootecnia, crollo verticale nel ragusano

di Redazione

Il crollo è verticale. Con decine di aziende zootecniche chiuse e altre che chiuderanno tra breve. Basti pensare che l’associazione Irminio contava ben 1500 soci, fino al 1989, ed oggi Ragusa Latte, conta 280 aziende associate. Squilibri tra domanda ed offerta, aumento dei costi di produzione e degli oneri burocratici, inefficace organizzazione economica del prodotto, pressione competitiva dei Paesi Terzi. Una situazione di estrema difficoltà, che dura da alcuni anni, che non rientra nelle cicliche crisi dei comparti ma che è diventata, di fatto, strutturale.
“L’asse portante dell’economia di questo lembo di Sicilia è in crisi – dice il presidente della Coop Ragusa Latte, Giovanni Schembari – e nessun intervento strutturale è stato realizzato. I grossi investimenti aziendali per la ristrutturazione non hanno sortito gli effetti sperati e molte aziende hanno chiuso”.
Percorrendo la provinciale 25, Ragusa-mare, fino a pochi anni fa era l’emblema della zootecnia iblea con venti aziende piccole e grandi.
“Oggi sono rimaste in cinque – dice Schembari – qualcuno più audace ha fatto la riconversione aziendali altri meno fortunati hanno definitivamente chiuso. Sollecitiamo interventi pragmatici ed immediati, non fermandosi a denunciare le situazioni di crisi, ma individuando le azioni da mettere in atto nell’immediato”. La zootecnia siciliana sta attraversando un periodo di crisi senza precedenti. Mentre i costi di produzione per latte e carne continuano a lievitare a fronte degli irrisori prezzi di vendita del produttore, nelle aree interne il comparto sta morendo a causa della giungla di norme relative anche alle vaccinazioni. “La zootecnia siciliana va difesa e rivitalizzata – spiega il presidente di Ragusa Latte – in quanto nel corso degli ultimi anni il patrimonio bovino e ovicaprino si è ridotto, provocando l’aumento delle importazioni di carne ed uno spopolamento delle campagne che determina disastri ambientali. E’ indispensabile un piano di rilancio adeguato che salvi le migliaia di imprese agro-zootecniche oggi sull’orlo del fallimento”.