Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 17:40 - Online: 247 - Visite: 8388607
29/11/2010 21:32
Notizia letta: 1221 volte
Solarino - Niente preghiera prima di iniziare le lezioni e via il Crocifisso dall'aula per una decisione del dirigente scolastico.
A farlo rilevare è stata l'associazione «Solarino nella fede e nelle tradizioni», che, a sua volta aveva ricevuto un messaggio da parte di don Vincenzo Cafra, parroco della chiesa Madonna delle Lacrime di Solarino.
A rivolgersi a don Vincenzo Cafra è stata una delegazione di genitori di alunni che frequentano l'istituto scolastico di Solarino. A fare prendere questa decisione al dirigente scolastico sarebbe stata la presenza, nella stessa aula, di alunni di diversa religione da quella cristiana.
Infatti, in una nota diffusa da «Solarino nella fede e nella tradizione», viene ribadito che «con immenso dolore si apprende che la dirigente del primo istituto comprensivo di Solarino con una circolare ha vietato la preghiera in classe, il precetto pasquale ed è già stato rimosso un crocifisso in un'aula della scuola. La risposta a questo atto, camuffato da pseudo-rispetto verso una minoranza di altra religione, non ha nessuna scusante se non quella di annullare tutte le nostre tradizioni cristiane, la nostra cultura e la nostra identità. Auspichiamo un ripensamento da parte del dirigente scolastico e una bocciatura da parte del Consiglio di istituto quale organo superiore».
E così la «guerra» del Crocifisso arrivò anche nella tranquilla cittadina dell'hinterland siracusano. Comunque, quanto accaduto era ampiamente scontato visto che a Solarino vi è una presenza abbastanza numerosa di extracomunitari, provenienti da diverse nazioni africane che professano altre religioni. Una volta che i figli di queste famiglie hanno cominciato a frequentare la scuola, si è posto il problema religioso. Come andrà a finire lo si vedrà nei prossimi giorni, anche perché, da parte dell'associazione «Solarino nella fede e nella tradizione» è stato preannunciato un documento di protesta.
Redazione
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6
30/11/2010 21:22
ISTERIE CLERICALI
siracusa
PREGHIERA IN CLASSE? ma dico, siamo impazziti?
5
30/11/2010 16:40
SCUOLA LUOGO DI APPRENDIMENTO, NON DI PREGHIERA
Federico
I credenti, nella fattispecie i cattolici, hanno le loro chiese ad ogni angolo del paese per pregare e non glielo vieta nessuno. I luoghi PUBBLICI ISTITUZIONALI, sono LAICI e non ci deve essere alucn segno distintivo di NESSUNA religione. La preside ha agito secondo i dettami della legge ITALIANA e della COSTITUZIONE.
4
30/11/2010 13:45
CONFUSIONE
sandro foresto
Non mi è mai piaciuta la strumentalizazzione del crocefisso come elemento culturale e identitario. Il crocefisso è ben altro, come sanno bene i cristiani dell'India, della Cina e del Giappone. Il crocefisso non è lo stemma di un paese, né di un partito, né di un programma culturale. Quanto poi alla preghiera, ha del paradossale che in una scuola pubblica si facciano recitare le preghiere ai bambini prima delle lezioni. Non lo si fa più neanche nelle scuole private tenute da religiosi. Così come mi sconcerta la confusione tra le "nostre leggi" e le "nostre tradizioni cristiane" che dovrebbero essere tenute ben distinte. La fede, la fede di ognuno (che vuol dire: il personale dialogo di Dio con l'Uomo) deve animare la nostra vita, santificare la nostra condotta, informare la nostra partecipazione civile e politica, non deve diventare legge dello Stato, altrimenti si porta alla rovina sia lo Stato sia la nostra fede.
3
30/11/2010 12:27
NON è UN COMPORTAMENTO DA DIRIGENTE!E'
E' veramente un volersi mascherare dietro motivazioni inesistenti comportandosi, per piaggeria, contro le nostre radicate tradizioni cristiane. Noi abbiamo accettato la presenza di questa gente che è tenuta a rispettare le nostre leggi e le nostre tradizioni per cui la dirigente ha sbagliato a cedere a delle pressioni del tutto ingiustificate epenso che molti di noi "non vogliano farsene una ragione!"
2
30/11/2010 01:21
PLAUSO ALLA DIRIGENTE, SEGNO DI GRANDE CIVILTà
ateo
son commosso, il crocefisso non c'entra nulla nelle aule delle nostre istituzioni. ha ampio spazio nei suoi templi. la religione dovrebbe far parte della sfera privata e non pubblica. purtroppo non è così. i miei complimenti alla diligente dirigente. a scuola non si prega, a scuola si imparano le discipline scolastiche, accademiche e tanta educazione civica. brava brava brava
1
29/11/2010 21:54
La scuola deve essere laica. Fatevene una ragione e non una religione! Mi fa sorridere la necessità di esporre simboli religiosi per sentirsi credente.