Sanità

Il prof. Giorgio Giannone: 451 malati di tumore al colon in 10 anni

“Quattrocentocinquantuno casi di tumori al colon retto in dieci anni in provincia di Ragusa. E mi limito a considerare solo quelli di cui ci siamo occupati al Garibaldi di Catania. Un’altra parte, non ponderabile, ma verosimilmente di pari entità, è stata curata altrove”.
Una presenza importante quella del professor Giorgio Giannone al convegno promosso dalla neonata associazione “Vivere onlus” di Scicli presso l’ex Camera del Lavoro. Amato dai suoi pazienti, sciclitano orgoglioso delle sue origini, uomo di spirito e di grande simpatia, il professor Giannone è il direttore del dipartimento oncologico dell’Azienda Garibaldi di Catania.
L’occasione del suo autorevole intervento il convegno “Stomia e stomizzati. Chi siamo e perché? Cura e prevenzione”, organizzato dall’associazione sciclitana di cui è presidente Nino Castronuovo.
“Il dato dei 451 casi di tumore al colon in provincia, negli ultimi dieci anni, operati al Garibaldi di Catania vuol dire intanto che bisogna porre attenzione al problema. Occorre raccogliere e registrare i dati in maniera corretta, quindi prendere le decisioni che il fenomeno comporta”.
A Scicli in questi anni si è molto discusso dei rischi legati alla presenza di due discariche, del bromuro nelle serre, della qualità delle acque potabili e non. Esiste un fenomeno Scicli nell’ambito della provincia di Ragusa? “Non sono nelle condizioni di poter fare un’affermazione così grave. Torno a ripetere, serve una raccolta dati seria per poter dire se i numeri sono allarmanti. Servirebbe l’opera di un “Data Manager”, di igienisti, direttori sanitari, o dei centri di raccolta dati che già esistono, penso all’osservatorio epidemiologico di Ragusa, che è un centro di raccolta dati e di osservazione sui tumori. Dobbiamo mettere in rete questi numeri per poter dare un giudizio”.
Un auspicio? “I pazienti devono metterci nelle condizioni di essere aiutati. Se la diagnosi è precoce, le probabilità di sopravvivenza aumentano in maniera sensibile”.
Il dottore Enzo Manenti, presente al convegno, ha messo a disposizione dell’associazione la sua professionalità di medico in pensione: “Credo di poter dare un messaggio di speranza ai malati. Pochi ricordano che Giovanni Paolo II più di venti anni fa fu stomizzato, e anche un presidente degli Stati Uniti. Nessuno dei due è morto per il tumore. Segno che con la malattia si può convivere”.