Cultura Dal SudEst al cinema

Margareth Madè: Di Paternò sono, ma a Pachino sono cresciuta

Protagonista di "Baarìa", ha interpretato il ruolo di Sophia Loren ne "La Mia casa è piena di specchi"

 

Ogni star ha un tratto che la rende unica, che contribuisce a farne una diva piuttosto che “una delle tante”.

Margareth è stata paragonata a Monica Bellucci, che proprio Tornatore aveva consacrato in Malèna.

«Guarda, questo confronto non mi piace affatto. Niente da dire, per carità, ma io e Monica siamo molto diverse».

La prima cosa che colpisce di Margareth Madè è il caratterino.

Se risponde un po’ piccata alla domanda su Bellucci, quasi si indispone se uno confonde Paternò, dov’è nata, con Pachino, quella di Vitaliano Brancati e del pomodoro ciliegino, dov’è invece cresciuta.

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E dalla Sicilia, dalle sue donne, Madè ha ereditato il temperamento fiero. Che le è servito per raccontare la storia di Mannina, protagonista di Baarìa, il kolossal di Giuseppe Tornatore presentato al Festival di Venezia. Ventisette anni, una cascata di ricci biondo cenere, magrissima, racconta che il suo nome, Margareth, la mamma lo aveva sognato in gravidanza.

Il cognome invece è d’arte, composto dalle iniziali «di parole e persone che più contano per me».

«Guarda, ero così presa dal mio sogno che non mi sono accorta di niente».

«Vedi che cosa può succedere da un giorno all’altro a una persona... Scherzo. Ovviamente mi riempie di gioia. Quasi non me ne capacito, perché il mio sogno continua».

«È un po’ permaloso. Poi mi ha fatto penare tutta un’estate per avere la parte».

«Emotiva, mi commuovo facilmente. E poi sono lunatica. Però determinata».

«Sono cresciuta, mi sento più donna. E ho imparato a ricamare col telaio».

«Sono figlia unica. Mamma è infermiera, voleva diventare ostetrica ma non ha potuto. Papà era programmatore di computer, ora è in pensione. Quando avevo otto anni si sono separati: il momento più difficile della mia vita. Fino ai tredici, ho vissuto con mia nonna. È a lei che mi sono ispirata per il personaggio di Mannina. Hanno la stessa forza granitica, ma sono entrambe dolcissime. Anche mia nonna ha vissuto nell’ombra e in funzione della famiglia».

«La farò senz’altro. Ora sono di nuovo single e molto concentrata sul lavoro, tanto che ho appena preso casa a Roma. Ma quando incontrerò l’anima gemella lascerò tutto per la famiglia. Le donne sono delle querce, il vero motore della casa. Trovo bellissimo e per niente anacronistico che una donna, invece di inseguire l’affermazione personale come fanno tutte, viva per il marito e i figli».

«Niente affatto. Mia nonna è, insieme a mia madre, la persona più importante della mia vita, il mio modello».

«Dividevo un appartamento con delle colleghe. Ho imparato a gestirmi da sola: fare la spesa, pulire, cucinare...».

«Anzi, me ne ricorderò sempre. Eravamo molto innamorati».

«No. Sfilava anche lui prima. E poi da siciliana l’uomo geloso non mi dispiace».

«Deve colpirmi con la sua intelligenza e il suo carisma. Ma soprattutto dev’essere presente».

«Sempre a Marzamemi, l’unico posto che mi ricarica davvero. Scommettiamo che fra un anno sarò ancora lì e anche quelli dopo?».