Cultura
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14/11/2010 21:38

I cinque siciliani al Festival di Sanremo

In corsa il ragusano Lorenzo Vizzini

di Redazione

Catania – All’inizio erano 374. Ne sono rimasti 50. Giovani e pieni di talento. Tra questi usciranno due delle “nuove proposte” che, dal 15 al 19 febbraio, saliranno sul palco del 61° Festival della canzone italiana.
Terminata la prima fase di selezione, il progetto Area Sanremo entra dunque nel vivo: quaranta di questi sono ragazzi scelti per la sezione SanremoLab e dieci quelli per SanremoDoc, sezione dedicata ai brani in lingua dialettale.
In questa prima fase di selezione anche la Sicilia ha avuto modo di farsi notare, piazzando ben cinque artisti nella sezione Lab: Ernesto Marciante, Valeria Milazzo, i modicani Motovario, Lorenzo Vizzini da Ragusa e Giuliana Di Liberto. Un buon risultato, considerando che i siciliani ammessi alle selezioni erano inizialmente 31.
Le Commissioni di valutazione erano composte dal presidente Mario Lavezzi, con Eleonoire Casalegno e Roy Paci per la categoria SanremoLab e da Maurizio Coruzzi (più famoso come Platinette) presidente di giuria, con Davide Van De Sfroos e Giordano Sangiorgi nella sezione SanremoDoc.
Per i siciliani sopravvissuti adesso è il momento di lavorare sodo e di stringere i denti. «Nel 2010 ero arrivata fino in fondo, tra i diciotto artisti che hanno partecipato alla compilation Sanremolab prodotta dalla stessa Accademia Sanremo – spiega Giuliana Di Liberto – Gareggio con un brano pop scritto con mio fratello Ezio e arrangiato da Riccardo Piparo, ma per ora resto con i piedi per terra».
Giuliana Di Liberto, 27 anni di Bagheria, come molti suoi colleghi, gira l’Italia in cerca di una chance (in questi giorni sta partecipando alle finali del Tour Music Fest a Roma) sempre più difficile per chi non riesce a dimostrare il proprio talento attraverso i talent in tv. «L’esperienza dell’anno passato mi aiuta ad essere realista. Noi artisti abbiamo il diritto e la voglia di sognare, ma siamo in tanti e dobbiamo essere consapevoli che le delusioni si moltiplicano».
Nelle settimane precedenti al concorso, il sito di Area Sanremo (www.area-sanremo.it) è stato raggiunto da 15.292 visitatori. Numeri record, che da un lato sottolineano la validità del progetto e delle novità apportate quest’anno, ma dall’altro evidenziano una scoraggiante mancanza di opportunità per chi vuole emergere nella musica.
Tra i finalisti anche Valeria Milazzo, cantautrice palermitana che vanta importanti collaborazioni con grandi musicisti di calibro internazionale, in gara con un raffinato pop-jazz d’amore. «I giorni trascorsi a Sanremo sono stati un bel momento di confronto, soprattutto con quegli artisti già famosi che hanno portato le loro esperienze personali in aula. Tutti ci hanno consigliato di guardarci intorno a 360°, perché il mercato vive un momento di forte crisi e gli spazi sono limitati. Nelle valutazioni, invece, la commissione si è concentrata sui progetti professionali di ognuno di noi, valutando partiture, testo e vocalità. Certo – ammette – abbiamo cantato poco, solo durante il provino davanti ai giudici».
Per Ernesto Marciante, cantautore appena maggiorenne, è stato un momento di crescita professionale importante, per lui che fino a qualche mese addietro era seduto sui banchi di scuola a Siracusa. «Negli ultimi due mesi ho lavorato sodo per arrivare preparato a questo appuntamento – spiega – Ho curato il canto, ma anche la comunicazione e il look. Elementi essenziali per me che voglio fare diventare la mia passione un mestiere. Davanti alla giuria ho cantato il mio inedito solo pianoforte e voce tanto da emozionare anche il presidente Mario Lavezzi, che si è alzato in piedi per applaudirmi. Sono piccole soddisfazione che mi danno coraggio».
Comunque vadano le selezioni, Marciante ha già pronto il suo primo disco con nove inediti suonati dall’orchestra “Made in Sicily” diretta da maestro Domenico Riina.
Non ce l’ha fatta, invece, Eleonora Abbruzzo, già voce della formazione “Sicily Star” composta dall’armonicista Giuseppe Milici e dai chitarristi Ricky Portera e Francesco Buzzurro. Gareggiava nella sezione Doc dedicata alle canzone in dialetto, dove gli iscritti erano solo quindici. «La Commissione, con Platinette in testa, ha privilegiato pezzi marcatamente tradizionali e caratteristici di ogni regione – spiegano – Noi, invece, abbiamo presentato un brano di ricerca nella nuova canzone siciliana».