Attualità
|
06/04/2011 23:55

Anche Berlusconi, nel suo piccolo, ha studiato al liceo Classico

"Acqua per acqua, meglio l’aceto"

di Giuseppe Savà

Meteo: Scicli 25°C Meteo per Ragusa
Silvio Berlusconi bambino
Silvio Berlusconi bambino

Scicli – A una gara di chef tenutasi qualche anno fa al Kempinski di Trapani il mio amico Carmelo Chiaramonte presentò come prelibatezza da sottoporre al giudizio degli esimi giornalisti esperti di enogastronomia un piatto irresistibile.

 

Nel senso che era difficile resistere dopo averlo assaggiato.

 

Un bicchiere di aceto.

 

Aceto?

Si, aceto.

 

 

Tutti chiesero perché a fronte di fagiani indorati di cioccolata, granite di vino al caviale, Carmelo proponesse un piatto così irriverente.

 

La risposta era nel titolo del piatto.

 

 

“Acqua per acqua, meglio l’aceto.

Almeno una volta era vino”.

 

Non conosco i nuovi professori del liceo classico di Scicli, ma da discepolo di quella scuola voglio dire che il Classico di Scicli è stata una grande palestra di educazione umanistica.

 

Palestra che ha avuto dei nomi e cognomi.

 

Nino Giavatto, Rita Vicari, Salvatore Emmolo, Paolo Nifosì.

 

Altrove avrebbero pagato rette milionarie (c’erano le lire ai miei tempi) per avere un Liceo di quel livello.

 

Ora, non so se il vino sia diventato aceto, me ne guarderei bene dall’affermarlo, anche perché, ripeto, non conosco neanche i nomi dei docenti attuali.

 

Ma la validità del percorso formativo del Classico è irrinunciabile.

 

Cosa è il Liceo Classico?

 

E’ il Saranno Famosi della scuola italiana.

 

Claio, in greco, vuol dire chiamare, aver fama, essere noto, affermato.

 

Chi fa il Classico è destinato ad avere gli strumenti culturali per diventare classe dirigente della società del domani.

 

Scicli sconta oggi un dramma.

 

Chi a 19 anni va via da questa città per intraprendere la carriera universitaria non torna più.

 

Perché troverà lavoro altrove.

 

E questo è un elemento di impoverimento della classe dirigente.

 

Se poi non riusciamo neanche a sfornare i diplomati al Classico, vuol dire che vogliamo chiudere bottega.

 

Non conosco le ragioni del calo di iscrizioni, e non mi interessa accusare nessuno.

 

Ma se fossi padre, acqua per acqua, meglio l’aceto, i miei figli andrebbero al classico.

Di Scicli, di Modica, di Ragusa.

 

 

Del resto, anche il nostro vituperato Premier ha fatto il Classico.

 

E, checché se ne dica, gli è servito. Eccome, se gli è servito.

 

 

 

 

 

Nella foto, Silvio Berlusconi