L’artista al Festival di Roma per presentare il film di Elisabetta Sgarbi, Il viaggio della signorina Vila", di cui firma la colonna sonora
di Redazione

Roma – “Questa storia del mio impegno in Sicilia sta diventando un incubo: frequento l’aeroporto di Catania da anni, e oggi mi hanno accolto con un ‘Buongiorno, assessore!’. Ma dico…”. Usa l’ironia, Franco Battiato, per commentare il ruolo di responsabile alla Cultura nel governo regionale siciliano. Un incarico che lo mette evidentemente, anche se lievemente, a disagio. E a cui reagisce con quell’incrocio tra paradossi ed eccentrico buonsenso che è la sua cifra caratteristica. Come quando annuncia che nella sua nuova veste si occuperà “di letteratura e fisica quantistica, non di alberghi e di campi sportivi”.
Il musicista è qui al Festival di Roma per presentare “Il viaggio della Signorina Vila”, documentario (con elementi fiction) diretto da Elisabetta Sgarbi, e dedicato alla città di Trieste e ai suoi tanti echi artistici. Lui firma la colonna sonora, e lo fa da par suo: la musica è uno degli elementi di forza dell’opera.
Battiato, ci racconta questa collaborazione con la Sgarbi?
“Abbiamo già fatto parecchie cose insieme, ma non mi sono mai abituato al suo modo di fare: Elisabetta è gelosissima di quello che fa. Non mi manda mai immagini di quello che sta girando. Ma solo dei concetti scritti, come ‘palude antropofaga’ oppure ‘cimitero ebraico’.. E io devo lavorare su questo. Comunque Trieste è un luogo che adoro, anche attraverso l’influenza di Saba. Ma c’è anche qualche neo. Ad esempio qualche anno fa sono arrivato
in città e sono stato accolto da giornalisti che mi chiedevano un commento. Ma io ho risposto ‘con tutta questa carne sui marciapiedi non mi sembra un ingresso così bello’: la gente infatti prende il sole lì”.
Cinema, musica, e ora l’impegno nel governo siciliano..
“Non mi occupo di amministrazione, ma di cultura: per questo mi servono i soldi, ma non so ancora quanto mi spetterà. Non mi interessano gli assessorati, ma gli eventi di spettacolo. E tra questi eventi metterei la fisica quantistica e la letteratura. Diciamo che più che un assessore sono un succedaneo: così sono libero di non occuparmi di film commission, alberghi e campi sportivi”.
Dopo le elezioni, in Sicilia si respira davvero aria nuova?
“Tutto questo entusiasmo mi preoccupa. Mi piace però l’idea di risvegliare l’antica Sicilia, periodo illuminato in cui i greci andavano in vacanza lì”.
Eppure nei suoi dischi ha criticato ferocemente i politici.
“Non mi va di prendere ufficialmente le distanze dalla politica, ma comunque è così: non ho e non avrò alcun rapporto con loro. Mi sono fatto costruire difese contro di loro. Ho rapporti solo col presidente della Regione Crocetta, che ha dimostrato di essere un uomo spericolato. Io riferisco direttamente a lui”.
Lei ha diretto dei film, tornerà dietro la macchina da presa?
“Aspetto da tre anni un finanziamento, ma non l’ho ancora avuto. E se non me lo danno non mi metterò a piangere. E’ un progetto su Handel: vorrei coinvolgere anche Charlotte Rampling, magari glielo chiedo oggi qui al festival. Ero stato contattato dagli americani, volevano che inserissi una storia d’amore del musicista con la figlia del re ma ho detto no: io non medio, racconto solo ciò che è vero”.
E’ uscito il suo nuovo disco, tornerà in tour?
“Sì, inizio le prove tra gennaio e febbraio”. Assessore succedaneo, ma musicista vero.
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