Cultura Ragusa

Il cantautore Giovanni Caccamo alla corte di Franco Battiato

Con "L’Indifferenza"

Ragusa - Giovanni Caccamo, cantautore, ha appena coronato un sogno: potere continuare a sognare. "L'indifferenza" è il titolo del suo primo singolo edito dalla Sony. Anticipa l'uscita di un album che vedrà impegnato alla produzione artistica Franco Battiato. Al fianco di Giovanni ci sono anche Pino Pischetola, uno dei più apprezzati tecnici del suono in Italia, e Francesco Cattini, manager di artisti del calibro di Bersani, Mannoia e molti altri. Un team che promette scintille.
Giovanni, come nasce questo brano?
"Ogni brano è il frutto di un processo inconscio avvenuto prima della sua creazione. Questo pezzo l'ho scritto nel luglio 2012. Viviamo in una società che psicologicamente ci stressa e trasmette negatività. In questo contesto la nuova generazione, che dovrebbe rispondere con aggressività positiva a questa oppressione, appare passiva ed inetta. La cosa mi scoraggia e disarma, considerato il grande valore che attribuisco alla vita. Il messaggio che ho voluto urlare è che anche se la situazione non aiuta, dobbiamo reagire".
A proposito, che tipo di reazioni ti aspetti?
"Mi auguro che il brano possa favorire una presa di coscienza. Che contribuisca, nel suo piccolo, a farci uscire dallo stato di ipnosi. Vorrei che ognuno si svegliasse e scoprisse una carica positiva per quello che ha sempre sognato e rincorso ma che gli agenti esterni hanno cercato di opprimere".
Parliamo dell'album.
"E' un progetto in itinere al quale lavoriamo in team con Battiato, Pischetola e Cattini. Prevediamo undici brani che racchiudono tematiche ed atmosfere varie. In sintesi, c'è un io, un noi ed un tu. Parlerò, dunque, di relazione con se stessi e con gli altri. In questo momento il mio obiettivo è bussare alle porte di tante persone. Mi ritengo già fortunato a potere fare questo. Se dovesse esserci un ritorno consistente in termini di successo, non potrò che esserne felice".
Cosa sta rappresentando per te lavorare a fianco di Franco Battiato?
"Sembra di essere dentro un quadro di Dalì. Continua ad apparirmi un'esperienza surreale. Se penso a Battiato, mi rivedo con mia madre in macchina su è giù tra Modica e Ragusa ad ascoltare i suoi brani alla radio. È una persona buona, un artista indiscutibile. Con me si è posto in maniera generosa e senza nessuna arroganza. Questo mi ha colpito e quasi mortificato. Spesso i produttori non hanno molto riguardo per la tua identità. Io, invece, ho trovato grande rispetto anche in Cattini e Pischetola. Sono stato fortunato perché non deviano nulla, si limitano a delle consulenze".
Come ti prepari al tuo ruolo di open actor dei prossimi concerti di Battiato?
"Canterò alcuni pezzi, pianoforte e voce. Poi presenterò il singolo con arrangiamento. Sono consapevole dei miei limiti esecutivi. Non sono un pianista e suono per esigenze compositive. Sto cercando di continuare ad allenarmi, senza caricarmi di ansia. Vorrei tanto ci fosse una data anche a Ragusa".
Che rapporti hai con la tua terra?
"La Sicilia offre ai siciliani delle opportunità. Io credo che ci sia nel territorio una componente di nicotina o droga leggera che ti dà degli effetti allucinogeni e di dipendenza. Dopo un po' devi ritornare. Quando sono a Milano, vorrei fermare dei ragazzi e chiedere loro se hanno mai visto una mucca o hanno mai assaggiato la cioccolata modicana. Se hanno visto una chiesa barocca immersa tre le luci di un presepe".

La Sicilia

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